Nota dolente del Tor des Geants 2018 in chiave biellese è stata la squalifica di Valeria Cavallo (foto), avvenuta a Saint-Rhemy-en Bosses intorno alle prime ore di sabato mattina, giorno dell’arrivo.

Squalificata al Tor des Geants, il dispiacere di Valeria

L’estratto della direzione gara del Tor des Geants recita che: «… A seguito delle ripetute segnalazioni… e verificate le numerose prove presenti sui social network che attestano la violazione del regolamento… con la presente si commina all’atleta Valeria Cavallo sanzione disciplinare di squalifica per accompagnamento con assistenza personale scorretta al di fuori dei punti consentiti».

Assistenza lungo il percorso vietata

Assistenza vietata. In pratica per la violazione del regolamento del Tor des Geants che prevede che l’assistenza personale sia tollerata solo ed esclusivamente ai punti di ristoro e che qualsiasi tipo di aiuto lungo il percorso comporti la squalifica del partecipante. Ed inoltre perché l’accompagnamento lungo il tracciato è vietato, pena la squalifica dell’atleta, all’infuori di alcune zone di tolleranza esplicitamente segnalate in prossimità dei ristori o base vita. La questione ha scatenato un lungo dibattito (in seguito ad un post del padre di Valeria Cavallo in merito alla faccenda, ndr) su Facebook con posizioni di vario tipo da parte di addetti ai lavori, curiosi o semplicemente amici dell’atleta.

La versione della direzione gara

La chiarezza del Tor des Geants. Da parte di Alberto Lorenzi, responsabile dei commissari e tra gli organizzatori della manifestazione insieme ad Alessandra Nicoletti: «I commissari – esordisce Lorenzi – sono il braccio operativo della direzione gara. La decisione della squalifica è in virtù di prove di chiarezza inconfutabile, come email mandate, telefonate da parte dei concorrenti in gara e post del papà dell’atleta con vari video poi cancellati, ma che noi avevamo acquisito. Io capisco l’amore di un padre per la propria figlia, ma c’è un regolamento da rispettare. Cavallo è stata vista più volte accompagnata da persone, è stata fotografata sul percorso ed anche massaggiata. Mi metto nei panni – continua il responsabile – dell’ultimo arrivato che vorrebbe ricevere da qualche parte conforto ed aiuto e magari arriva dall’altra parte del mondo. Per noi era impensabile non agire, senza volere infierire».

«Seguita dai commissari dopo le segnalazioni»

Una presa di posizione molto netta e chiara da parte dell’Organizzazione. Che spiega con maggiore dovizia di particolari la questione: «Dopo la segnalazione di varie persone, i commissari hanno iniziato a seguirla e l’hanno ammonita al Rifugio Magià. Nonostante il nostro avvertimento la situazione di violazione si è nuovamente verificata e quindi solamente a Saint-Rhemy-en-Bosses siamo riusciti a notificare la squalifica e non prima. La giuria di gara è composta da una serie di persone, tra i quali il responsabile medico, quello della sicurezza, altri ed il direttore Nicoletti che ha firmato il provvedimento. In questa edizione – conclude Lorenzi – i commissari hanno avuto un atteggiamento più blando, improntato sul buonsenso».

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Valeria delusa: «Non me l’aspettavo così»

Parla Valeria. Sorpresa per la squalifica al Tor des Geants che stava portando al termine: «Non me l’aspettavo in questo modo e di notte. A Bosses ho dormito un’ora ed al momento di ripartire mi hanno detto di fermarmi. Non mi hanno mai ammonito ufficialmente, ma direttamente squalificata. E’ stato un duro colpo per come stavo vivendo questa esperienza. Avrei preferito arrivare fino in fondo e poi essere squalificata, perché a me non interessa la classifica. Lo so, c’è un regolamento ed i responsabili hanno fatto quello che dovevano. Il problema è legato ai social dove ora sta venendo fuori di tutto: mio padre era in buona fede, ma è stato determinante».

«C’è amarezza ma ci riproverò»

All’atleta rimane il dispiacere per non avere terminato questa prova: «C’è l’amarezza per non essere giunta fino al colle del Malatrà ed all’arrivo a salutare gli amici che mi aspettavano». Ma Valeria Cavallo ha anche imparato molto da questa gara: «Io che non sono una atleta ho cercato di fare tutto questo nel modo migliore possibile e spero di avere lasciato qualcosa di positivo: ho scoperto dei punti di forza dentro di me nei momenti difficili che neanche avrei immaginato. Ed è stata una esperienza che mi è piaciuta tantissimo, dove mi sono goduta ogni istante». Proverà a rifare il Tor l’anno prossimo? «Se il destino me lo concederà lo farò. E poi – conclude scherzando – potrei farlo come Makoto Yoshimoto (questa volta costretto al ritiro, ndr) con il suo zainone…».

Marta Coda Luchina