«I primi cento giorni da general manager di Pallacanestro Biella? A me sembra che non sia cambiato nulla, quando fai un lavoro che ti piace e lo fai anche per la tua squadra del cuore, non stai certo a contare i giorni, faccio quello che facevo prima con molta naturalezza».
Nicola Minessi (nella foto d’archivio con un più giovane Eric Lombardi, allora neo medagliato azzurro) è così, spontaneo, diretto e soprattutto intento ad organizzare la logistica cittadina dei giocatori, scelti da lui e da coach Paolo Galbiati, che fra qualche giorno arriveranno in città. Non è ancora tempo di meritate vacanze: «Le farò per qualche giorno, mentre la squadra sarà in ritiro a Bielmonte, a fine mese».

Minessi, la nuova Edilnol Biella è costruita, ora può tirare un po’ fiato?
«Si è vero, la squadra c’è, ma stiamo tutti facendo un sacco di altre cose, della stessa importanza per il futuro di Pallacanestro Biella, oserei dire».

Di che cosa parliamo?
«Di collaborazione, di apertura, di amicizia, di un nuovo corso che stiamo cercando di sviluppare. Stiamo parlando attivamente col Teen Cossato di Luciano D’Agostino che farà la C Silver a Biella, con il Basket Femminile Biellese e con il nostro Luigi Talamanca stiamo imbastendo una maggiore interazione tra il settore giovanile, gestito tecnicamente sempre da Luca Baroni, e le scuole: tutte questioni delicate e importanti. Per come la vedo io, collaborare significa dare qualcosa a qualcuno e ricevere qualcosa in cambio, e dalla nostra collaborazione a ricevere devono essere ragazzi e ragazze che vogliono giocare a pallacanestro, potendolo fare in un contesto sempre adatto alle loro esigenze e possibilità tecniche. Più siamo e meglio siamo, per tutti».

Settore giovanile e scuola, il futuro riparte da qui?
«Certamente. Invece di star qui a rosicare, dobbiamo prendere atto della grande lezione che ha saputo dare a tutti il Biella Rugby Club: il loro lavoro capillare e professionale nelle scuole del Biellese ha dato grandi frutti. Dobbiamo tornare a farlo anche noi, perché pensare “che tanto siamo Pallacanestro Biella e vengono qui a giocare in automatico” è un atteggiamento sbagliato e controproducente. Capirete che tutta questa mole di progettualità ha anche un costo…».
Certamente, per arrivare a dire che?
«Tanto per puntualizzare che l’aver costruito una squadra giovane e di prospettiva è stata una scelta strategica e non dettata da ragioni di budget. Perché se è vero che abbiamo magari risparmiato qualcosina, per dare corpo a collaborazioni vere occorre investire anche del denaro. Ecco, noi lo stiamo facendo, oltre a credere fortemente nei ragazzi che andranno a giocare il prossimo campionato».
Ecco, la nuova squadra. Parliamo prima dell’esperienza nuova del gestire trattative, come sì è trovato nel ruolo?
«Bene direi, ho avuto a che fare con agenti e giocatori corretti. Non tutte le trattative sono andate a buon fine, ma siamo molto soddisfatti del roster costruito».

Sabato 24 agosto, dalle 14.30 al Forum, riapriranno i casting per entrare a far parte del corpo di ballo di Pallacanestro Biella presente durante le partite. I casting sono aperti a tutte le ragazze che hanno compiuto i 13 anni. Scrivere una mail per prenotare la partecipazione a biellababybears@gmail.com (Foto Laura Malvarosa)

Questione Sims chiusa?
«É una vicenda che sta nel gioco delle parti. Diciamo che la notte della firma sul contratto è saltato tutto, ho ricevuto un porta in faccia. Ma credo proprio che con Omogbo si sia poi aperto un portone…».
Ma su Polite e Omogbo che abitano nel Maryland a 20 km di distanza e hanno pure giocato assieme in qualche playground che ci dice?
«La verità, che non lo sapevamo. Speriamo sia un bel segno del destino. Intanto prenderanno lo stesso aereo per venire in Italia».
É tempo di abbonamenti, per conoscere i ragazzi ci sarà tempo, quindi occorre fidarsi sulla parola: spari tre aggettivi per la nuova squadra.
«Facile: fisica, giovane e “ignorante”, quella ignoranza sportiva che di solito può generare grande spettacolo. Magari non serve per vincere i campionati, ma noi vogliamo divertire il nostro grande pubblico».
Gabriele Pinna

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