“La meglio gioventu fa sport”. Veronica Crida, Rebecca Menchini e Gianmarco Bertetti si raccontano: l’atletica, il basket e il resto.

Compagni di scuola e giovani promesse dello sport. Veronica Crida, Rebecca Menchini e Gianmarco Bertetti, appartengono a “La meglio gioventù” dello sport biellese (e nazionale) e tutte le mattine si ritrovano tra i banchi della 4A del liceo Scientifico ad indirizzo Sportivo all’IIS “Q.Sella” di Biella. L’anno di nascita (2001) e la coincidenza li hanno fatti incontrare, il loro talento cristallino li sta facendo emergere nel selettivo mondo dello sport, perché i tre saltano molto lungo, corrono veloce e segnano canestri pesanti.

I campioni del futuro

Veronica è di Camburzano e divide con Larissa Japichino (figlia di Fiona May) il ruolo di miglior saltatrice in lungo d’Italia Under 18 (6,25 metri il suo primato personale). La portacolori dell’Ugb si allena alla Eracle Academy di Chivasso seguita da Marco Airale ed ha iniziato a fare atletica leggera seriamente solo da pochi anni, dopo aver smesso con l’equitazione, raccogliendo però subito ottimi risultati. Nel 2018 è stata due volte bronzo ai tricolori Allievi (lungo e 100 hs) e 8a agli europei.
Sua grande amica, compagna di banco e di trasferte con la nazionale giovanile, è la cossatese Rebecca, che ha scelto l’atletica da giovanissima seguendo le orme di papà Marco (ex velocista azzurro degli anni 90 e due volte olimpionico di bob ed ora il suo allenatore) dopo aver provato nuoto e ginnastica artistica. Rebecca è una delle donne più veloci della penisola e in stagione è stata campionessa europea (Under 18 a Gyon con la staffetta) e italiana Allieve nei 60 indoor e nei 100 metri (11”76 il suo pb).

È figlio d’arte anche Gianmarco, il papà Gianpiero infatti è un ex giocatore della Libertas e uno dei tecnici più apprezzati del Biellese. Gianmarco a fine ottobre a 17 anni non ancora compiuti ha debuttato in serie A2 con la Pallacanestro Biella piazzando otto punti in 12 minuti nella trasferta di Capo d’Orlando, realizzando un percorso che l’ha portato dai primi passi mossi nel mini basket a 4 anni, fino alla prima squadra. Il giovane playmaker rossoblu la data del suo esordio in A (24/10/2018) se l’è tatuata sulla pelle in onore del padre che per colpa di una malattia quel traguardo non è mai riuscito a raggiungerlo.

Nel 2019 Veronica, Rebecca e Gianmarco diventeranno maggiorenni, una delle prime tappe importanti nel percorso di una persona e lo faranno con la maturità, la determinazione, l’educazione e le idee molto più chiare di tanti coetanei, è il privilegio che regala chi pratica sport, una palestra di vita in parecchi casi superiore alla scuola stessa. Di seguito ci raccontano un po’ di loro stessi e delle loro giornate particolarmente fitte, facendo trapelare caratteri, personalità e interessi differenti e un’opinione di Biella vista con l’occhio di un millennials.

Questo è il momento ideale per fare un bilancio della stagione e fissare gli obiettivi per il 2019.
Veronica Crida. «Sono soddisfatta della misura (6,25, n.d.r.) raggiunta in stagione ma voglio migliorare il modo di affrontare le gare – racconta Veronica -, perché ho sbagliato prove importanti e il prossimo anno cercherò di progredire soprattutto da quel lato. Punto a partecipare agli Europei e raggiungere gli obiettivi prestabiliti con il mio allenatore».
Rebecca Menchini. «Questa stagione è stata grandiosa per certi aspetti e un po’ meno per altri – spiega Rebecca che da gennaio lascerà l’Atletica Stronese, sua società da sempre, per passare alla titolata Bracco Atletica Milano -. Sono soddisfatta di essermi riconfermata campionessa italiana e di essere riuscita a guadagnarmi la maglia azzurra, ma un po’ per l’emozione, un po’ per ansia la mia gara individuale agli Europei di Györ non è andata come speravo. La gioia più grande però l’ho vissuta quando abbiamo vinto la medaglia d’oro con la staffetta. Cantare l’inno italiano davanti a tutti è stato pazzesco! Per il prossimo anno non vorrei fare pronostici, ma spero di migliorarmi e di crescere, sia fisicamente sia emotivamente per riuscire a gestire meglio alcune situazioni in gara».
Gianmarco Bertetti. «Per quest’anno il bilancio è sicuramente positivo – dice Gianmarco che fa parte ormai stabilmente del roster della prima squadra e gioca da titolare nell’Under 18 -, mentre l’obbiettivo del 2019 è migliorare su cose in cui faccio ancora fatica».

Sport e scuola

Sport e scuola spesso un binomio difficile, qual è la vostra esperienza?
V.C. «Frequento il liceo Scientifico Sportivo proprio perché i professori mi aiutano nel caso avessi gare o raduni in cui è più difficile trovare del tempo per studiare. Mi piace dare comunque il massimo in tutti i campi ed anche a scuola faccio sempre del mio meglio».
R.M. «A scuola non ho nessun problema, vado bene e riesco a conciliare gli studi con gli allenamenti. Poi frequentando il liceo Scientifico Sportivo i professori sono più disponibili nei nostri confronti».
G.B. «Indubbiamente quando inizi a viaggiare ed allenarti tutti i giorni è difficile trovare il tempo per studiare, perciò bisogna organizzarsi. Però frequentiamo una scuola che ci agevola sulle assenze e i prof sono sempre ben disposti».

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Lo studio, gli allenamenti e poi le gare, come è organizzata la vostra giornata tipo?
V.C. «Sveglia alle 6,30 perché ho l’autobus presto, resto a scuola fino alle 14 poi vado a mangiarmi un panino e alle 14,48 prendo il treno per Chivasso, durante il viaggio studio e dalle 16 alle 19 mi alleno. Alle 20,15 arrivo a Biella vado a casa a mangiare, ripasso e vado a dormire».
R.M. «Mi alzo alle 6,20 tutte le mattine prendo il pullman e vado a scuola, dove sono vicina di banco con Veronica in prima fila. Pranzo a scuola, poi esco, faccio merenda e mi alleno, dopodiché torno a casa circa verso le 19,30 e comincio a studiare… mi capita spesso di stare sveglia fino a tardi».
G.B. «La mia giornata prevede sveglia alle 7, dalle 8 alle 14 scuola, 14,30 pranzo, dalle 16 alle 19 allenamento e poi alla sera si trova il tempo per studiare».

Pesa alla vostra giovane età, dover dire no alle uscite con gli amici e a divertimenti che sono comuni a molti coetanei?
V.C. «A volte è difficile, però bisogna cercare di capire che non lo si fa perché determinati obiettivi richiedono un certo tipo di attenzioni, come dormire tot ore o mangiare in un determinato modo, sennò agli allenamenti il nostro fisico non è preparato come dovrebbe per dare il massimo. Comunque gli amici si possono benissimo frequentare, basta organizzarsi».
R.M. «No, a me non pesa, anche perché esco e mi diverto comunque. A volte solo quando ho la gara nel weekend mi capita di dover rinunciare, ma in quel caso sono io la prima a dire di no».
G.B. «Il tempo per gli amici e la ragazza c’è, non è tantissimo ma si trova benissimo e ci si diverte anche. È ovvio che magari noi lo faremo nella settimana in cui non abbiamo impegni agonistici e non sempre come succede ad altri, ma penso sia meglio così».

Chi è il più bravo a scuola dei tre?
V.C. «Rebecca».
R.M. «Io e Veronica».
G.B.«Sicuramente non io…».

Hobby e passioni

Hobby e passioni al di là della vostra disciplina?
V.C. «Vado a cavallo quando posso e frequento il mio gruppo dell’oratorio».
R.M. «Non so se possano definirsi hobbies, però mi piace andare a fare shopping, mangiare il sushi, viaggiare, fare fotografie, uscire con gli amici e divertirmi. Sto iniziando a leggere un libro ma non sono un gran lettrice, quindi spero di finirlo…».
G.B. «La mia musica preferita è “Lucky You” di Eminem, poi seguo la Juventus e mi piace il cinema».

Chi è il più “social” dei tre?
V.C. «Rebecca».
R.M. «Mi sa che sono io».
G.B. «Penso che un po’ tutti e tre usiamo molto Instagram, ecc».

Un vostro pregio e un difetto?
V.C. «Determinata, impulsiva e lunatica».
R.M. «Pregi: ambiziosa e intraprendente. Difetti: testarda e disordinata».
G.B. «Pregio: testardo, se mi fisso su una cosa fin quando non la finisco non mollo. Difetto: sono abbastanza permaloso».

C’è una frase che sentite vostra, che vi rappresenta?
V.C. «“Se lo vuoi, lo fai”».
R.M. «“Pensa, credi, sogna e osa”».
G.B. «Non c’è una frase che mi rappresenti in questo momento».

C’è un atleta o un personaggio in particolare da cui trai ispirazione?
V.C. «Io prendo come punto di riferimento Rebecca in quanto facciamo bene o male le stesse cose e a lei vengono sempre meglio di me. Per me lei è un stimolo a dare sempre il massimo. Sono contenta di essere sua amica».
R.M. «Un personaggio famoso in particolare no, però essendo sempre con Veronica e facendo le stesse cose, è lei il mio punto di riferimento».
G.B. «Di giocatori ce ne sono tanti, in questo momento quello che mi sta piacendo di più gioca in Euroleague nel Real Madrid e si chiama Facundo Campazzo».

Tra dieci anni

Dove vi immaginate tra 10 anni?
V.C. «Ho due opzioni: atleta professionista o una brava mental coach».
R.M. «Tra 10 anni mi vedo o come un atleta forte o facendo il lavoro che mi piace, nel frattempo andrò all’università e mi piacerebbe studiare lingue orientali».
G.B. «Spero di diventare un professionista e vedermi in un campo da basket a trasformare la mia passione in lavoro».

Biella è una città per vecchi? Cosa manca per essere un posto migliore?
V.C. «Biella purtroppo non è una città giovane, anche se ultimamente ci sono gruppi di ragazzi che stanno organizzando delle iniziative. Mi piacerebbe vedere più vita di sera e magari qualche manifestazione in più in Piazza Duomo. Poi sarebbe carino organizzare delle giornate dedicate agli sport».
R.M. «Secondo me sì, non ci sono luoghi adatti a ragazzi della nostra età in cui divertirsi e poi in generale, non vengono organizzate molte attività».
G.B. «Ma in realtà non so bene cosa manchi e se è una città per vecchi o no. Parlando di basket al Forum la gente ci ha sempre seguito e sostenuto, nel bene e nel male».

Roberto Lanza