Perdere una finale non è certo esaltante e un po’ d’amaro in bocca resta sempre, ma nello sport conta anche “come” e contro “chi” la si perde, in modo da poter trovare energie positive dopo aver disputato un grande torneo. Così Stefano Napolitano può archiviare in chiave positiva quella del “Pingshan Open”, torneo challenger Atp dotato di un montepremi di 81.240 dollari, che si è concluso nella prima mattina italiana di domenica scorsa sul cemento di Shenzhen, in Cina.

Napolitano cede solo a Baghdatis

Il 23enne biellese, ora risalito al numero 199 del ranking mondiale, ha ceduto per 62 36 64, dopo più di due ore e mezza di lotta, al 33enne cipriota Marcos Baghdatis, numero 129 Atp e seconda testa di serie del torneo e già tra i migliori giocatori al mondo in passato, con un best ranking al numero 8 del 2006. Per Napolitano era la sesta finale challenger in carriera (un titolo conquistato ad Ortisei nel 2016), raggiunta giocando un torneo autorevole e battendo in semifinale il favorito del tabellone, il coetaneo canadese Brayden Schnur, n° 106 Atp.
La finale di domenica è stata molto combattuta, un set per parte, con l’azzurro in recupero nel secondo, prima della terza partita in cui l’esperto cipriota è riuscito subito a prendere vantaggio, sul 2-0 e poi sul 4-1. Napolitano non si è dato però per vinto ed è riuscito a portarsi sul 5-4, obbligando Baghdatis a giocare ben 14 punti prima di aggiudicarsi l’ultimo game della partita.

Stefano Napolitano e Marcos Baghdatis durante la premiazione
Stefano Napolitano e Marcos Baghdatis durante la premiazione

«In finale è stata una vera lotta»

Stefano Napolitano commenta finale e torneo in terra cinese: «In finale è stata una vera lotta – racconta -. Purtroppo ho commesso qualche errore specialmente all’inizio del terzo set e con un giocatore forte ed esperto come Marcos purtroppo la paghi. Era la sesta partita di fila e sapevo che specialmente all’inizio avrei potuto avere qualche difficoltà a trovare il giusto ritmo, ma più passavano i game e più riuscivo ad impormi e a metterlo in difficoltà. Alla fine quasi riesco a recuperarla, anche perché lui stava scendendo fisicamente e sbagliava qualcosa in più, ma purtroppo è stato bravo a uscire bene col servizio da qualche situazione complicata (9-2 il computo degli aces, ndr). In ogni caso per me questa è stata una buona settimana dove ho battuto avversari difficili giorno dopo giorno». Ora la campagna cinese continua con maggiore fiducia: «Sto lavorando moltissimo con il mio team – chiude Napolitano – e sicuramente una settimana come questa mi da fiducia per continuare a lavorare e spingere». Prossima tappa del tour in Oriente allo Zhangjiagang International Challenger, dove nei sedicesimi Napolitano (n.13 del tabellone principale) affronterà il giapponese Makoto Ochi.

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Gabriele Pinna

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