Il consiglio di Alberto Gilardino ai giovani: «Ragazzi, abbiate il coraggio di sbagliare».

Alberto Gilardino: “Ragazzi, abbiate il coraggio di sbagliare”

È stato un teatro comunale pieno in ogni ordine di posto ad accogliere il ritorno a casa del campione del mondo di calcio Alberto Gilardino che, nella serata di venerdì ha ricevuto uno speciale premio alla carriera nell’ambito del tradizione premio Sportivo Cossatese dell’anno. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo lo scorso maggio, il suo ritorno dove tutto è cominciato, quando a dare i primi calci al pallone vestiva la maglia dello Splendor Cossato, è stata la chiusura di un cerchio. «È un piacere tornare a casa. Ci torno poco, ma è sempre un piacere ritrovare tante persone che conosco» ha detto sul palco.

Da professionista di altissimo livello, che consiglio dà ai giovani atleti che adesso iniziano il proprio percorso sportivo?
«Continuate a lavorare e non abbiate mai paura di sbagliare o di non farcela perché i sogni sono fatti per viverli e per provare ad esaudirli. Continuate a investire sul vostro corpo, le vostre idee e i vostri sogni».

I giovani

Tra i giovani ci sono anche quelli che fanno parte della scuola calcio “Alberto Gilardino” dell’Usd Città di Cossato. È soddisfatto di come sta proseguendo il progetto che porta il suo nome?
«È un progetto che ormai stiamo sviluppando da diversi anni che sta dando una buona opportunità ai ragazzi della mia città. Lo abbiamo fortemente voluto con la mia famiglia ed è un bel ricordo per me quando torno a Cossato».

Per quanto riguarda la sua carriera professionale, lasciato il campo giocato si è rimesso in gioco ottenendo il patentino da allenatore e si è subito seduto in panchina al Rezzato, in serie D. Come si trova in questa nuova veste?
«Già l’anno scorso a La Spezia avevo preso questa decisione dopo 20 anni sui campi di gioco. Ho avuto la fortuna di approdare in una realtà in vista nella categoria e stiamo facendo un ottimo campionato. Ma tra fare l’allenatore e il giocatore ci sono mille dinamiche in più da considerare visto che non si può pensare solo per se stessi, ma anche per tutti gli altri. Ma è molto gratificante».

Gli allenatori

Per fortuna nella sua carriera ha avuto dei grandi maestri da cui imparare come Lippi, Ancelotti, Prandelli e molti altri. A chi di loro si ispira maggiormente?
«Ho cercato di rubare qualcosa un po’ a tutti».

Leggi anche:  La biblioteca celebra nove cossatesi tra cui Deborah Rizzato

Proprio Lippi l’ha convinta a seguirlo in Cina. Che tipo di esperienza è stata quella in Oriente?
«In Cina è stata un’esperienza breve, ma intensa in un ambiente completamente diverso vissuto insieme alla famiglia. Ho un bellissimo ricordo di quei mesi. Poi ho sentito la mancanza dell’Italia e ho deciso di tornare».

Sempre parlando di allenatori, nella sua crescita di giocatore è stata sicuramente importante la figura del biellese Luca Prina con quale, adesso, collabora al Rezzato. Com’è il vostro rapporto?
«Con Luca ho un rapporto che dura da vent’anni, da quando mi ha avuto nei Giovanissimi della Biellese. Abbiamo un rapporto professionale, ma soprattutto umano molto forte che ci permette di lavorare benissimo insieme».

Da un allenatore biellese ad un altro, quel Maurizio Braghin…
«Anche con Maurizio ho un bellissimo rapporto ed è sempre un piacere ritrovarlo. Grazie a lui e a mister Simoni ha avuto inizio la mia carriera tra i professionisti con l’esordio in A a Piacenza».

Da quel giorno ha avuto inizio una carriera ricca di successi come la Coppa del Mondo nel 2006 e la Champions League del 2007, ma soprattutto costellata da tantissimi gol. Qual è il suo preferito?
«Porto come me tantissimi bei ricordi in tanti posti diversi. Ma quello con la maglia azzurra nel 2006 agli Usa e l’assist a Del Piero in semifinale sono alcuni dei momenti preferiti».

Zero rimpianti

In una carriera così ricca di successi ha un rimpianto?
«Non ho rimpianti e non rinnego niente di quello che ho fatto anche nei momenti meno positivi. Ognuno di quei momenti è stato un momento di crescita».

La Nazionale di Mancini come le sembra?
«Molto positiva, sia per quanto riguarda Mancini ma soprattutto per i giocatori che sono stati convocati. Sono convinto che nei prossimi anni vedremo un buon gioco e che alcuni ragazzi sapranno far vedere il loro valore».

Tra i giovani vede un nuovo Gilardino?
«A volte mi accostano a qualche giocatore, ma credo che ognuno sia unico nelle proprie qualità».

Fabio Giacchetto

TORNA ALLA HOME PER LEGGERE LE ALTRE NOTIZIE

CLICCA SULLA PAGINA FACEBOOK DI ECO