Come tradizione, a chiudere la stagione motoristica biellese è stato il Biella Motor Show, organizzato dalla scuderia Biella Motor Team lo scorso fine settimana a Città Studi. A richiamare il pubblico, i motori – oltre una sessantina di vetture e supermotard – e i piloti, che si sono esibiti sullo spettacolare tracciato, allestito per l’occasione nel grande piazzale.
Tra di loro, Chantal Galli, brillante protagonista del mondo dei rally negli anni Ottanta, tornata a gareggiare nel 2010, dopo vent’anni di assenza.

Chantal Galli e Paola Martinelli all'esordio nel 1977
Chantal Galli e Paola Martinelli all’esordio nel 1977

“Ho iniziato per gioco”

Una vera ‘signora dei motori’, che racconta l’inizio un po’ casuale di questa sua passione: “Canton Ticino, 1977. Avevo 22 anni e non sapevo proprio nulla di corse quando un giorno la mia carissima amica Paola Martinelli – la cui famiglia aveva un’agenzia Alfa Romeo e la cui sorella Micky già correva – mi propone: “ho ritirato una Alfasud da rally, che non riuscirò mai a vendere, se la usassimo noi?” Decidiamo di buttarci, lei alla guida e io navigatrice. Non va benissimo, ma ci prendo gusto e quando Micky mi propone di gareggiare con lei in Italia, io divento Mouse, e la coppia Micky-Mouse comincia a correre….

L’incontro con Miki Biasion e poi la Parigi-Dakar

Durante una gara in Costa Smeralda incontro Miki Biasion, che era già un pilota conosciuto. È lui a spronarmi: “Tu vai come una lippa: devi guidare, non fare la navigatrice”, e mi noleggia una A112. È il 1983: ci sposiamo un sabato e la domenica già siamo a Biella per il Rally della Lana. Lui da pilota ufficiale, io con il mio macchinino… e quell’anno vinco il trofeo femminile A112.
Da lì inizia la mia carriera di pilota in vari team, fino a conquistare nell’86 il titolo italiano femminile con la Ford Escort RS, risultato replicato due anni dopo alla guida dalla Lancia Delta. Sempre nell’88 mi faccio tutta la Parigi-Dakar con un camion Mercedes Unimog… sì, un camion, ma piccolino, facile da guidare e poi eravamo in tre ad alternarci: tutti scommettevano che non sarei arrivata neanche a Parigi, invece sono arrivata a Dakar, ed è stata una esperienza bellissima.

“20 anni di stop, ma poi…”

Poi nel 1990 basta, decido di mollare: col mio nuovo compagno, Gustavo Trelles, anche lui pilota, non ci vedevamo mai, ci incrociavamo solo negli aeroporti… così smetto e sto ferma 20 anni, calo proprio la serranda. Nel frattempo, il mondo cambia, arriva l’era delle WRC (World Rally Car). Nel 2009, vado in gita al Rally Legend di San Marino e ci trovo Emanuela Folci: suo marito aveva rinunciato e lei mi propone di mettermi al volante. Sono 20 anni che non guido, ma accetto. E così riprendo a correre. Dapprima con le moderne, ma non mi trovavo bene, non ci divertivamo, non conoscevamo nessuno; così torno alle storiche, dove ritrovo il mio mondo, le vecchie amicizie: è un ambiente più goliardico, più divertente, più amichevole.

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“Nessuna intenzione di smettere, ma serve uno sponsor”

Oggi vedo molte ragazze che gareggiano come navigatrici, ma ai miei tempi eravamo parecchie al volante. Devo dire che la nostra era un’altra generazione, non ci fermava nulla: una volta in Costa Smeralda, dopo tre giorni di gara all’ultimo ho perso una ruota, così ho messo la navigatrice fuori dal finestrino, per bilanciare il peso come in barca a vela, e sono arrivata al traguardo. Adesso i giovani non lo farebbero mai…
Ora ho 63 anni e non ho nessuna intenzione di smettere, anche se non corro più follemente come ai tempi, corro per divertirmi. Cosa mi piace? tutto: l’adrenalina della gara, il rumore, perfino questa puzza che aleggia sulla pista… le auto sono la mia grande passione, insieme alle scarpe, ma anche qui ho lasciato perdere i tacchi e bado più alla comodità.
Ma i rally sono una passione molto costosa: in passato ho avuto grandi sponsor, come Charms, ma oggi è molto difficile e così faccio solo le gare che mi piacciono, come il Legend di San Marino, o il Rally della Lana, che adoro (a parte il caldo che mi stronca). Ma mi sento in gran forma e certo ne farei molte di più, se trovassi uno sponsor…”

Simona Perolo

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