Il 28 febbraio prossimo Regione Lombardia riceverà, dal Tirolo, la presidenza di Eusalp, la strategia europea per la regione alpina. La Macroregione alpina coinvolge sette Paesi (Italia, Francia, Germania, Austria, Slovenia), due stati extra Ue (Svizzera e Liechtenstein) e 48 regioni, tra cui le italiane Liguria, Lombardia, Val d’Aosta, Veneto, Friuli e le province autonome di Trento e Bolzano. Per questa occasione la nostra Regione ha allestito un apposito sito, www.eusalp.regione.lombardia.it.

Raffaele Cattaneo

«La strategia macroregionale sviluppa una continuità nei fatti di aree che sono collocate attorno all’arco alpino e che hanno caratteristiche comuni», ha sottolineato l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, delegato dal governatore Attilio Fontana a seguire la presidenza lombarda di Eusalp.

 

La presidenza lombarda: parla Cattaneo

Questa macroregione comprende 80 milioni di abitanti e i territori più sviluppati d’Europa. L’Italia rappresenta un terzo di quest’area, quindi con un peso importante.

Cosa vi aspettate dalla presidenza lombarda?

«Ci aspettiamo molto, soprattutto dopo quella tirolese del 2018 e quella bavarese del 2017 che hanno fatto fare importanti passi in avanti – ci ha spiegato l’assessore Cattaneo – Il tema principale sarà quello della Green Economy, intesa sia come conservazione e tutela dei territori alpini, nella valenza ambientale e naturalistica, ma anche nel senso moderno di costruire un nuovo modello di sviluppo improntato all’economia circolare e sostenibile. I territori alpini sono un laboratorio da questo punto di vista, con una tradizione in cui si è sempre praticata l’economia circolare, proprio per le condizioni in cui si viveva, valorizzando tutte le risorse disponibili. L’Europa ha un gran bisogno di un modello di sviluppo sostenibile per poter continuare a crescere».

Centrale quindi sarà l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo?

«Lavoreremo sull’innovazione – la Lombardia da sempre nel progetto della Macroregione apina si è occupata di questo tema. Abbiamo indicato poi altri punti qualificanti, come lavoro, educazione e cultura, puntando in particolare sui giovani».

Un altro tema affrontato sarà quello dei collegamenti, i trasporti e le infrastrutture sostenibili.

«Oltre alle grandi opere ci sono delle piccole strozzature che rischiano di rendere inefficaci i grandi investimenti nei tunnel alpini, detti missing links, oggi veri ostacoli da superare».

La strategia macroregionale permette di ricevere e indirizzare meglio i fondi europei?

«Certamente, ci sono già diversi progetti avviati, in collaborazione con le università o le associazioni imprenditoriali come Confindustria. In questo contesto si opera al contrario rispetto a quello che si vede solitamente, con momenti di confronto e dialogo tra amministrazioni e governi prima di decidere e avviare opere e progetti importanti, per evitare problemi e rischi successivi».

Un’occasione per avvicinare i cittadini all’Unione europea?

«Un’Europa più vicina ai cittadini e meno calata dall’alto. Se tutto arriva da Bruxelles ovviamente sentirò l’Europa distante. L’ambizione delle Macroregioni è quello di proporre una progettualità diversa, sussidiaria rispetto all’Unione. Eusalp rappresenta l’Europa positiva, che ci piace, quella che nasce dal basso, che coinvolge i territori, un’Europa più simile a quella che hanno pensato i padri fondatori: un’Europa dei popoli e delle regioni, e non degli Stati o delle tecnocrazie. Eusalp è stata proprio voluta dai territori. Sono convinto che sia un’occasione perché i cittadini ritrovino fiducia nell’Europa: dobbiamo saper vedere le tante cose positive che fa già oggi e che perderemmo».

Il ruolo delle imprese

Protagonisti, all’interno della Macroregione, sono i cittadini ma soprattutto le imprese. Confindustria è sicuramente un partner e un attore importante all’interno dell’esperienza della Macroregione alpina.

«Abbiamo creduto fin dall’inizio a questa strategia quale strumento per lavorare sulle filiere e studiare una progettualità con le regioni più competitive d’Europa, molto simili al tessuto imprenditoriale lombardo. Infatti collaboriamo sia per sensibilizzare le imprese, sia con proposte concrete: abbiamo lanciato due manifesti, uno per la mobilità integrata e sostenibile e uno per la competitività e l’innovazione», ci ha spiegato Maria Rossetti, project manager Innovazione e Politiche europee di Confindustria Lombardia.

L’associazione si è inoltre aggiudicato il progetto AlpLinkBioEco, che coinvolge sei Paesi e 14 soggetti tra associazioni e università, per promuovere l’economia circolare nell’aera alpina.

«Condividiamo pienamente il programma di presidenza della Lombardia, che individua nell’innovazione e nella green economy dei driver di sviluppo: ci auguriamo che la Regione possa dare una svolta importante alla Macroregione, che rappresenta un’opportunità per tutti, cittadini e imprese – ha sottolineato la rappresentante di Confindustria, che ha aggiunto – La strategia delle macroregioni non è solo quella di intercettare fondi, ma condividere sfide comuni, lavorando insieme per raccogliere progetti dal basso e già esistenti, così da valorizzare i legami tra territori simili».

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