Matteo Salvini ha aperto ieri sera la campagna elettorale della Lega in Piemonte e il dibattito attorno al voto del 26 maggio si infiamma sulla Torino-Lione. Nel giorno in cui i partiti hanno completato la presentazione delle liste, che dovrebbe avere un’appendice soltanto per Casapound, attualmente esclusa dalla competizione, sono scintille sulla Tav tra il leader della Lega e il governatore uscente del centrosinistra, Sergio Chiamparino.  “Se in Piemonte vince la Lega, si fa”, dice il vicepremier a Biella, di fronte ad una  piazza Vittorio gremita di almeno 2500 persone. “L’ha scambiata con le poltrone”, ribatte a distanza Chiamparino, in campo per il secondo mandato alla guida del Piemonte. Le tensioni che hanno preceduto il via libera ai bandi di gara per la nuova ferrovia non sono finite. “Avere una Lega forte a Roma, e in Piemonte, vuol dire che la regione verrà collegata al resto d’Europa”, dice Salvini. “E’ il governo Conte-Salvini-Di Maio, di cui è azionista di maggioranza, ad avere bloccato tutto”, sostiene Chiamparino.

Assist di Salvini al candidato sindaco Corradino

Salvini sul suo profilo Twitter dopo il comizio a Biella
Salvini sul suo profilo Twitter dopo il comizio a Biella

Durante il comizio in piazza a Biella la folla ha applaudito il leader della Lega e Ministro degli Interni, più volte, soprattutto quando ha parlato di lavoro e di garanzie innanzitutto “per gli italiani”. Un forte assist è andato al candidato sindaco Claudio Corradino (“anche se interista e a anche se non è bello”,  ha detto Salvini) che, emozionato, è tornato a spiegare come la sua esperienza di amministratore sarà fondamentale per la città. Salvini ha poi detto che se “vinceremo anche in Piemonte la nostra attenzione sarà per la sanità, l’agricoltura e le infrastrutture in attesa che faremo tutte”, ma ha dimenticato di citare la Pedemontina, fondamentale per togliere dall’isolamento stradale il Biellese. Ha poi chiuso il comizio con i tradizionali selfie con una trentina di fans presenti: giovani e anziani, anche famiglie. Fra le migliaia di persone presenti molti i seguaci del ministro degli Interni, molti i curiosi, mentre durante il comizio alcuni giovani di colore sono passati sotto il portico di piazza Vittorio applaudendo ironicamente il ministro mentre un gruppo ha sventolato striscioni con la scritta “Fuori i fascisti dalla città”.

Insulti  di Molinari a Fornero e Monti

Prima dell’intervento del leader, fra gli altri è intervenuto anche il capogruppo leghista alla Camera, nonchè segretario leghista  piemontese, Riccardo Molinari, il quale, riferendosi agli ex governanti Monti e Fornero e alle loro politiche di compressione finanziaria e sulle pensioni,  si è lasciato andare a pesanti insulti: “Sono stati dei pezzi di m…”.      R.A.

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