La Biella che verrà dopo le elezioni.

Confronto sulle elezioni

Ci sono la questione dei giardini Zumaglini, della sicurezza in città, ma anche quella del lavoro e del recupero delle aree dismesse e dello spopolamento. Il dibattito pubblico tra i sei candidati sindaco, andato in scena venerdì scorso a Città Studi, ha portato alla ribalta alcuni dei tormentoni che animeranno la campagna elettorale da qui al 26 maggio. Anche se in pochi hanno saputo dare risposte nel merito, esponendo un programma chiaro su quello che intendono fare per il rilancio. Marco Cavicchioli, per il centrosinistra, ha difeso l’operato di questi cinque anni di amministrazione, rivendicando il concetto di Biella “Città aperta”, dove la sicurezza è certificata anche dai dati delle forze dell’ordine. Claudio Corradino, per il centrodestra, è di idea diametralmente opposta, annunciando più controlli da parte dei vigili e l’utilizzo dello strumento del Daspo urbano per allontanare chi infastidisce. Ci sono poi Giovanni Rinaldi del Movimento 5 Stelle, che punta su una migliore illuminazione del centro, giardini Zumaglini compresi, e iniziative per portare nuovamente la gente a vivere gli spazi verdi. E poi Dino Gentile, delle liste Civiche, che difende l’operato delle forze dell’ordine e punta all’incentivazione della videosorveglianza. E poi ancora Alessandro Pizzi, di Onda verde, che attraverso lo strumento dell’ambiente punta a riappropriarsi degli spazi comuni della città. Biella è insicura, invece, per Silvia Belli, di Casapound, anche se non sono giunte soluzioni all’eventuale problema.

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Recupero vecchi edifici

Il recupero del vecchio ospedale e degli edifici che si affacciano su via Carso ha poi occupato un’altra parte del dibattito. Anche in questo caso poche le idee, soprattutto sull’ex nosocomio che, tra l’altro, non è di proprietà del Comune ma della Regione. Su questo tema da segnalare lo scivolone di Corradino che ha sbagliato l’ubicazione di alcuni edifici storici presenti in città. Sulla rivitalizzazione del centro ha invece proposto, per permettere alle donne di camminare anche coi tacchi, di rivedere la pavimentazione, attualmente in cubetti, magari utilizzando lastre di pietra.

Il dibattito

Il dibattito, complice il format e le domande poste, non ha consentito grandi scambi, anche se ci sono da segnalare un paio di attacchi tra candidati. Quello di Corradino a Gentile, per il suo passato politico e il botta e risposta tra Pizzi e Rinaldi sull’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti in città e il possesso di un Suv. Insomma, pochi i temi e le ricette sul futuro della città. Il primo round se lo aggiudica Cavicchioli, per gli altri candidati ci sarà tempo per recuperare.

E.P.

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