Un post pubblicato domenica dal consigliere regionale Davide Zappalà ha innescato un nuovo caso politico a Biella. Il politico fa riferimento a un video girato durante il corteo del Primo Maggio a Torino, in cui appare un uomo con le mani alzate tra gli agenti di Polizia. Questo uomo è Francesco Leone, primario di oncologia dell’ospedale di Biella, che Zappalà accusa di aver partecipato attivamente agli scontri, piuttosto che prestare soccorso ai feriti. Questa ricostruzione, tuttavia, sembra contraddetta dai video del corteo. In risposta, Zappalà ha annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione all’assessorato regionale alla Sanità per valutare se il comportamento di Leone possa essere considerato «lesivo dell’onorabilità» dell’azienda sanitaria.

Leone respinge le accuse
Francesco Leone, 58 anni, ricopre il ruolo di primario di oncologia a Biella dal marzo 2019. Ha contribuito allo sviluppo del centro oncologico di Candiolo, uno dei più avanzati in Piemonte. In risposta alle accuse, ha dichiarato: «Sui social mi hanno etichettato come un pericoloso sovversivo, ma la mia presenza lì rientra nelle libertà di ogni cittadino. Ero visibile, riconoscibile e disarmato». Leone ha anche sottolineato di aver già incontrato Zappalà in passato, ricevendo complimenti per la gestione dell’oncologia: «Non mi ha mai attaccato professionalmente».
Reazioni politiche al post di Zappalà
Il post di Zappalà ha innescato un acceso dibattito politico, attirando l’attenzione persino dei quotidiani nazionali. Diversi esponenti politici hanno criticato il consigliere regionale, il quale ha prontamente risposto alle accuse.
Gianni Wilmer Ronzani interviene
«Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Zappalà ha presentato un’interrogazione urgente contro il primario di oncologia dell’ospedale di Biella, colpevole di aver partecipato con la famiglia alla manifestazione del 1° maggio e di essersi trovato coinvolto negli scontri con la Polizia. Zappalà sostiene che il dott. Francesco Leone abbia leso il prestigio dell’Ospedale di Biella, dove gode della stima di colleghi e pazienti. È singolare che sia proprio Zappalà, coinvolto in una vicenda poco edificante, a preoccuparsi dell’onore delle istituzioni sanitarie».
L’atto di Accusa di Avs
«Fratelli d’Italia continua a perseguire liste di proscrizione, colpendo un privato cittadino sui social per la sua presenza durante i tafferugli del 1° maggio. È una grave criminalizzazione di chi manifesta, e risulta ridicolo che Zappalà parli di “onorabilità delle istituzioni” considerando il suo coinvolgimento nella vicenda di Bisteccheria d’Italia. Ci auguriamo che il presidente Nicco dichiari inammissibile l’interrogazione, lesiva dei diritti del dott. Leone».
La risposta di Zappalà a Avs
Zappalà ha replicato, affermando che non si tratta di criminalizzare chi manifesta, ma di perseguire chi aggredisce le forze dell’ordine. Ha difeso la propria posizione riguardo alla società “5 Forchette”, sottolineando che la responsabilità penale è soggettiva. Ha infine affermato che Leone era a conoscenza della violenza della manifestazione e ha ribadito il proprio sostegno alle forze di polizia, criticando l’atteggiamento di chi manifesta violenza.