Elezioni Biella, Corradino: “Spostiamo il Sert, città più sicura”.

Corradino punta deciso su Palazzo Oropa

E’ il sindaco uscente di Cossato, dopo dieci anni, e ora punta deciso a Palazzo Oropa, alla guida della coalizione di centrodestra composta da tre liste di partito, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, e una lista civica che fa capo direttamente a lui. Claudio Corradino tenta il grande salto per conquistare il capoluogo.

Innanzitutto, perché ha scelto di candidarsi?
«Per quelli che sono gli equilibri politici attuali, la Lega è il partito nel centrodestra di riferimento, ed è giusto che possa esprimere il candidato sindaco. Sono stato scelto io perché vengo da una esperienza amministrativa importante, a Cossato, e sono stato visto come la persona giusta per questa sfida a Biella. E ne sono orgoglioso. E’ una città che deve ritornare grande e che ha bisogno di una ventata nuova che noi ci proponiamo di portare».

Il vostro progetto è volto a tornare ad attrarre persone sul nostro territorio. Come avete intenzione di muovervi?
«Dato per assodato il grande lavoro svolto per l’elettrificazione della Biella-Santhià, ora ci sono due cose importanti da completare. Naturalmente l’elettrificazione della Biella-Novara e poi un progetto innovativo, che abbiamo già verificato a livello di fattibilità, che potrebbe portare i treni biellesi direttamente sulla linea dell’Alta Velocità, per creare una vera e propria metropolitana di superficie capace di portarci a Milano rapidamente».

A cosa si riferisce?
«Alla possibilità di creare un collegamento, all’altezza del Brianco, con i binari dell’Alta velocità Torino-Milano, attraverso la creazione di un nuovo binario. In pratica i treni diretti verso Torino, giunti al Brianco, proseguiranno per il tragitto normale, mentre quelli per Milano svolteranno a sinistra per andare ad innestarsi sui binari dell’Alta velocità. Che possono essere utilizzati anche dai treni elettrici, come accade in tante realtà in giro per l’Italia».

Questo basterà per attirare gente da Milano a Biella?
«Assolutamente no. Dobbiamo sfruttare tutte le caratteristiche che abbiamo, in termini ambientali, immobiliari e di vivibilità della nostra città. Solo così potremo diventare attrattivi e portare nuovi abitanti, andando a invertire la pericolosa tendenza demografica negativa di questi ultimi anni».

Durante il primo dibattito pubblico a Città studi, ha fatto molto discutere una sua uscita sulla ripavimentazione di via Italia. Vuole illustrare meglio qual è la sua idea?
«Ho sentito addirittura che avrei voluto asfaltare via Italia. E proprio in quel momento ho capito che la mia candidatura aveva spaventato qualcuno. Io non ho mai fatto riferimento all’asfalto in via Italia. Siamo per rendere più bello il centro, non per distruggerlo. Ho parlato di una nuova pavimentazione che consenta soprattutto di mantenere il decoro, la pulizia. Oggi i cubetti non hanno questo tipo di caratteristiche. Bisognerà studiare, con l’aiuto di progettisti, una nuova soluzione, perché il salotto buono della città deve essere bello e attrattivo. Solo così la gente tornerà a frequentarlo».

Per fare tutto ciò servono però dei soldi. Dove pensate di poter reperire le risorse necessarie?
«In Europa, ci sono molti fondi e dovremo essere bravi a intercettarli»

Lo chiedo anche a lei. Biella ha visto negli ultimi anni lo scivolamento del baricentro verso sud. Come si fa a invertire questa tendenza?
«Prima di tutto abbellendo il centro, come ho sottolineato in precedenza. E poi favorendo l’attività commerciale. Perché Biella deve tornare ad essere un punto di riferimento. Per questo abbiamo ideato il progetto “Città della moda”. Siamo già in contatto con diversi industriali, la nostra idea è quella di portarli ad aprire i loro negozi in centro città, per portare le eccellenze e diversificare la proposta commerciale rispetto ai grandi centri, come ad esempio gli Orsi. Questo potrebbe generare un effetto volano che coinvolgerebbe anche altre persone intenzionate a puntare sul centro cittadino. E’ logico che ci vuole anche la sensibilità dei proprietari dei negozi attualmente sfitti per portare a termine la nostra idea».

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Per quanto concerne il recupero degli stabili industriali dismessi avete invece una soluzione, pur sapendo che il Comune, non essendone proprietario, non ha molti strumenti?
«Passa tutto dall’aumento della popolazione. Questo genera ricchezza e gli imprenditori sono più portati a investire. Parleremo coi proprietari, per capire quali sono le loro intenzioni. Come Comune ci metteremo a disposizione per andare loro incontro il più possibile, favorendo il recupero di quelle aree».

Torniamo per un attimo ai trasporti, ma a quelli cittadini. La convincono o vorrà rivedere il piano con Atap?
«E’ indubbio che qualcosa che non funziona c’è. Bisogna guardare al futuro, alle nuove tecnologie. Non è pensabile che gli utenti non conoscano i tempi di attesa di un bus. Con l’utilizzo degli smartphone i potrà ovviare a questo inconveniente. E poi vogliamo attivare linee che siano al servizio dei quartieri, perché Biella non è solo il centro e tutti devono essere serviti. Dunque collegamenti più funzionali che toccano i punti sensibili della città. Questa è la nostra idea per rilanciare il trasporto locale».

Il suo slogan elettorale è “Biella città sicura”. Un concetto che i suoi avversari hanno criticato apertamente. Come si difende?
«Ho espresso un concetto a me molto caro. Innanzitutto dovremo andare a potenziare il settore della polizia municipale, perché è decisamente sotto organico. E poi essere più presenti sul territorio, come ci chiedono molti cittadini. Vogliamo potenziare il servizio di videosorveglianza e lavorare in grande collaborazione con tutte le altre forze dell’ordine. Biella, scorrendo il numero dei reati, non è una città insicura, ma noi vogliamo migliorare ancora di più la percezione di sicurezza nei nostri cittadini».

Cavallo di battaglia della Lega in questi anni è stato quello dei giardini Zumaglini.
«Sì, è impensabile che siano ostaggio di poche persone. La gente deve tornare a frequentarli e non avere paura. Attraverso percorsi di recupero intendiamo migliorare la situazione. Se poi questi non funzionano, beh, c’è sempre lo strumento del Daspo urbano».

E sul Sert? L’Asl ha comunicato che verrà ampliato. Voi, però, non condividete questa scelta.
«Il Sert in quella zona della città è un problema, noi siamo per spostarlo nel luogo più consono, ossia in ospedale, dove si cura la gente. Gli spazi ci sono. Non appena cambierà il vertice della Regione e sarà nominato il nuovo direttore generale dell’Asl andremo ad affrontare questo argomento».

Le chiedo infine, perché gli elettori dovrebbero votare per lei?
«Perché sarò un sindaco sempre presente, tra la gente sette giorni su sette ad ascoltare le richieste che verranno fatte. E perché Biella ha bisogno di tornare grande. E con noi ce la farà».

Enzo Panelli

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