Elezioni a Biella, Gentile: “Raddoppio Trossi e bus più frequenti”.

Dino Gentile ci riprova

Cinque anni da sindaco, altrettanti da opposizione. Dino Gentile ci riprova, questa volta smarcandosi dai partiti e lanciando un movimento di liste civiche, ben quattro, a supporto della sua candidatura.

Dopo l’esperienza da sindaco e cinque anni di opposizione, cosa l’ha spinta a candidarsi con le liste civiche?
«Ho deciso di ricandidarmi a sindaco di Biella perché amo la città dove sono cresciuto, dove lavoro, dove ho gli amici più cari, dove fare il sindaco è un’esperienza straordinaria. Oggi ci sono tante cose da riordinare e da costruire insieme per vivere in una città più bella ed accogliente: bisogna rimettersi all’opera. Basta fare due passi al mattino in via Italia per avere un’idea di quanto sia necessario rimboccarsi le maniche. Credo nei giovani e sento la responsabilità di contribuire al miglioramento del mondo che ci circonda. Ho accettato di ricandidarmi a sindaco di Biella perché credo nei valori dell’esperienza del servizio e perché sono confortato dalla passione e dalla forza di quattro liste civiche di persone che conosco e che stimo. Abbiamo deciso di affrontare la campagna elettorale contando esclusivamente sulla nostra credibilità personale dinnanzi alla gente, pertanto abbiamo scelto di essere liberi dalle bandiere dei partiti politici».

Parliamo di Biella e dell’atavico isolamento di cui soffre. Cosa può fare il Comune, seppur non sia di sua competenza, per accelerare la realizzazione di infrastrutture, sia stradali, sia ferroviarie?
«Io credo che il Comune possa fare molto se lavora in squadra con le realtà istituzionali e con gli enti del territorio. Va riconosciuta la bontà dell’operazione in atto per l’elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Santhia che permetterà di viaggiare con un treno diretto da Biella a Torino Porta Susa. Bisogna pensare fin da subito alla stessa impostazione per un collegamento più veloce con Novara e quindi con Milano. Per quanto riguarda i collegamenti stradali, va ricordato il lavoro progettuale messo a punto a suo tempo dalla giunta provinciale “Scanzio” relativo al peduncolo autostradale Biella-Carisio; poi la giunta successiva fece scelte diverse in favore di un nuovo percorso che nel tempo si è rivelato insostenibile: un’occasione persa. Oggi non sottovaluterei l’idea di messa in sicurezza della Strada Trossi, anche ai fini di una percorrenza più fluida e veloce verso il casello di Carisio. La ferrovia resta in ogni caso la priorità per connettere persone e merci al nostro territorio».

E a livello di mobilità interna? Quali sono le sue proposte?
«Parliamo dunque di Atap, l’azienda di autotrasporto pubblico, capitalizzata soprattutto dalle province di Biella e Vercelli e relativi capoluoghi. In riferimento ai servizi sul nostro territorio, bisogna integrare meglio gli orari della rete ferroviaria con quelli degli autobus, perfezionando tra l’altro il collegamento con Città Studi. La mobilità su gomma nel futuro dovrà necessariamente essere facile e sostenibile: tanto i mezzi quanto le fermate dovranno fornire informazioni digitali all’utenza in tempo reale; è il momento di pensare alla progressiva sostituzione di pullman a gasolio con mezzi elettrici. In funzione di uno sviluppo turistico del territorio biellese, dalla stazione di Biella San Paolo dovranno essere facilmente raggiungibili – soprattutto nel weekend – località come Candelo, Viverone, Graglia, Oropa, Bielmonte. Qualche anno fa, durante il mio mandato di sindaco di Biella, unitamente al sindaco di Pollone, rilanciammo l’idea di uno studio per esplorare la possibilità di un collegamento su rotaia Biella-Pollone-Oropa, una riedizione dello storico “trenino di Oropa” che oggi è verosimile pensare con costi di realizzazione che dobbiamo trovare a Bruxelles».

Capitolo istruzione, che futuro immagina per Città Studi?
«Città Studi nasce alcuni decenni fa come centro di formazione e riqualificazione della manodopera tessile locale. Nel tempo si è sviluppata come sede formativa di alta qualificazione, Istituto Tecnico Superiore, campus universitario, spazio congressuale, polo di innovazione e ricerca in campo tessile. Un bel gioiello, direi, cui vanno rivolte le giuste attenzioni da parte dell’intero sistema biellese. Personalmente ritengo che Città Studi abbia garantito ad oggi un’articolata offerta formativa universitaria e che nel futuro debba affinare occasioni di studio e ricerca soprattutto in campo tessile e nel settore dell’accoglienza e del marketing turistico».

Molti giudicano Biella una città poco viva. Cosa proponete a chi la pensa così?
«A quale fascia di età stiamo pensando? Parliamo di occasioni di incontro, di eventi culturali, di spettacoli teatrali, concerti? Biella è una città dove in alcuni sabati e domeniche si sovrappongono le iniziative e si ha solo l’imbarazzo della scelta. Siamo tanti e abbiamo idee diverse sulla vivacità di un luogo. I desiderata di un ragazzo sono diversi da quelli di un adulto o di un anziano. Certo che un buon lavoro di programmazione mirata si può e si deve fare e non penso, ben inteso, a paragoni con città metropolitane o custodi di ben noti patrimoni culturali/urbanistici. Tuttavia, pur senza l’ausilio di somme eccessive, anche a Biella si possono organizzare eventi di buon livello, soddisfacenti per i diversi gusti».

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Altro capitolo importante è quello del recupero delle aree dismesse, molte delle quali sono di privati. La vostra ricetta per cercare di recuperarle?
«Innanzitutto va recuperata una proficua relazione con i proprietari delle strutture – per lo più industriali – affinché abbiano interesse a rendere disponibili le aree in questione ad interventi di altri privati o ad iniziative congiunte di pubblico/privato. La via Carso è lì da vedere e su questo asse urbano concentreremo il nostro impegno di governo per dare funzionalità nuove e aspetti diversi ad un’importante via d’ingresso alla città. Un capitolo a parte merita l’ex ospedale degli Infermi, di proprietà della Regione Piemonte, sulla cui riqualificazione durante il mio precedente mandato si sviluppò un’interessante concorso di idee. Oggi da più parti si profilano nuove ipotesi di riutilizzo che dovranno necessariamente trasformarsi in azione concrete».

La città negli anni ha vissuto uno scivolamento verso sud del proprio baricentro. Come si fa a riportare al centro il Centro?
«Non vi è dubbio che le scelte urbanistiche di chi amministra, producono effetti nel tempo non sempre prevedibili. La scelta di dislocare il mercato da Piazza Martiri a Piazza Falcone o l’apertura degli Orsi sulla Trossi ha inciso sull’indebolimento del Centro. Mettiamoci anche lo spostamento dell’Ospedale degli Infermi al “Fontanone” di Ponderano e il quadro è più che evidente. E’ chiaro che bisogna darsi da fare, partendo dalla condivisione di iniziative da parte dei negozianti di via Italia e dintorni. In questo momento il Centro è davvero desolante: non vi è palazzo che non sia imbrattato di scritte; il selciato trattiene mozziconi di sigarette e coriandoli; le colonne e i muri sono anneriti dai bisogni dei nostri amici a quattro zampe, vetrine e vetrine hanno la saracinesca abbassata. Ripartiamo immediatamente dalla pulizia e dal decoro e programmiamo quindi insieme alcune iniziative d’intrattenimento musicale e culturale e di opportunità commerciale. Anche la riqualificazione dell’ex Ospedale degli Infermi di via Caraccio, restituito a nuove attività, potrà concorrere a rivitalizzare il centro della città».

Biella città aperta, Biella città sicura. I suoi avversari utilizzano diversi slogan su questi temi. La sua posizione in merito?
«Il Ministero degli Interni dice che Biella è una città sicura, come ci ha del resto confermato la puntuale relazione annuale del Questore alla Festa della Polizia. Ovviamente, come in tutte le realtà d’Italia non mancano i reati ma il coordinamento delle forze dell’ordine a Biella e nel Biellese funziona. Nella mia precedente esperienza di sindaco ho sempre partecipato agli incontri del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduti dal Prefetto, portando il contributo della città e offrendo ausilio per quanto di competenza. Il ruolo della Polizia Locale è molto importante e va sostenuto e rivalutato. La presenza delle nostre pattuglie di Vigili in luoghi sensibili della città va incrementato in stretto coordinamento con le altre forze di polizia».

Le chiedo, perché il 26 maggio gli elettori devono votare Gentile?
«Come altri amici, vivo la politica con passione e spirito di servizio. Credo di poter chiedere ai cittadini di Biella di essere nuovamente onorato della loro fiducia come sindaco della città perché in questa tornata elettorale sono in campo con una squadra di uomini e donne oneste e competenti che si presentano alla valutazione della gente testimoniando esclusivamente la propria storia personale, senza luci riflesse di partiti nazionali e relativi leader, un’alleanza civica coraggiosa, rafforzata dalla presenza di candidati giovani o di esperienza, ben radicati nella vita attiva del nostro territorio. Il nostro programma elettorale dà un’idea dell’impegno che intendiamo assumere per il bene comune ed è per questo che abbiamo intrapreso un’iniziativa che non è finalizzata esclusivamente al risultato elettorale – che certamente verrà – ma che si propone di essere nuovo progetto politico, unico, originale ed alternativo nel suo genere. Votare per Dino Gentile, ovvero per i candidati delle liste civiche che mi sostengono, significa stare con le persone al centro».

Enzo Panelli

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