«Così il Piemonte è tornato a correre».

Si è chiusa ufficialmente, con l’ultimo consiglio regionale di lunedì scorso, la legislatura guidata da Sergio Chiamparino in Regione. Dopo cinque anni, il consigliere biellese Vittorio Barazzotto, unico rappresentante del territorio dopo le dimissioni del forzista Gilberto Pichetto, eletto in Senato, traccia un bilancio del suo mandato.

Consigliere, cinque anni a torino dopo aver fatto il sindaco a Biella. Com’è stata questa nuova avventura?
«Decisamente molto formativa, anche se, devo dire, che i primi anni sono stati utili principalmente per capire la macchina burocratica. Per questo ho deciso di ricandidarmi, per dare continuità alle tante iniziative di cui mi sono occupato».

Lei è stato presidente della commissione bilancio e membro della commissione sanità. Due ruoli di responsabilità, soprattutto vista la situazione in cui gravava la Regione.
«Sì, soprattutto per quanto riguarda le vicende di bilancio. Abbiamo ereditato una situazione a dir poco disastrosa. Diciamo che se la Regione fosse stata un’azienda, eravamo vicini a portare i libri in tribunale. Devo rendere merito all’assessore al bilancio Aldo Reschigna che ha lavorato giorno e notte per risanare i conti e far riprendere l’attività. E questo ha giovato anche al settore sanitario».

Già, perché dopo il blocco del turnover si è tornati ad assumere.
«Esatto. E questo ha garantito ai cittadini del Piemonte un ritorno alla normalità. Devo dire che i tanti addetti della sanità hanno lavorato sodo, riuscendo a far fronte all’emergenza. Ora si può ripartire».

L’ospedale di Biella è una risorsa o un problema? In questi anni se ne è dibattuto parecchio.
«A Torino ho sempre difeso il nostro Degli Infermi, così come avevo già fatto da sindaco. Ci sono alte professionalità e credo che sia una delle strutture tecnologicamente più avanzate del Piemonte. La risposta a chi dice che la Regione non crede in questo ospedale penso sia arrivata proprio in questi ultimi giorni, con l’accordo con l’Università di Torino su alcuni reparti che diventeranno a guida universitaria. Un grande risultato per una piccola città come la nostra. Che potrà ancora ancora crescere grazie ad ulteriori accordi».

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Sul capitolo infrastrutture il Biellese, finalmente, ha fatto fronte comune. Com’è stata vista questa iniziativa in Regione?
«Molto bene, finalmente il territorio ha lavorato in modo unito, portando a casa risultati importanti. E mi riferisco all’elettrificazione della Biella-Santhià, in primis. Anche quando ero sindaco ho sempre pensato che le ferrovie fossero il modo migliore per far uscire il biellese dall’isolamento. Dopo il progetto della Biella-Santhià bisogna concentrarsi sulla Biella-Novara. In più abbiamo registrato passi avanti importanti sulla Pedemontina, anche se ora tutto quanto è in mano al Governo».

Il centrosinistra è sempre stato considerato, per le sue politiche, molto “Torinocentrica”. E’ d’accordo con questa analisi dopo cinque anni con Chiamparino?
«Assolutamente no. E credo che i fatti parlino da soli. Basta vedere la grande risposta che è stata data sul territorio per la gestione dei danni alluvionali. E’ solo un esempio che porto. Perché la giunta regionale è stata sempre presente, nel Biellese anche massicciamente, con le tante visite del presidente stesso. Respingo dunque al mittente queste accuse. Abbiamo lavorato sia su Torino sia sugli altri territori. Ora, se otterremo i voti necessari, punteremo a completare quanto fatto. Abbiamo cinque anni di tempo davanti. E tanta esperienza in più rispetto a quando siamo stati eletti per la prima volta».

Enzo Panelli

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