Nelle librerie da pochi giorni “Le stagioni di Oropa”, con immagini scattate dall’artista scomparso e dal suo braccio destro Giuseppe Simonetti, che ha scritto anche i testi d’accompagnamento alle fotografie. Oropa con i suoi silenzi, la sua neve, la sacra effigie della Madonna Nera, l’aria fine e l’eco lontana dei campanacci è da sempre fonte di ispirazione per poeti, pittori, fotografi, musicisti. A una manciata di giorni dall’inizio del 2020, l’anno della V incoronazione della Vergine, è tutto un brulicare di iniziative ed eventi per non trovarsi impreparati al grande appuntamento di fede, per rendere omaggio alla tradizione centenaria voluta dagli avi e mai venuta meno nella memoria delle generazioni succedutesi nel tempo.
Poteva in questo contesto di ricordanza mancare un libro di Bini e Simonetti? Certo no.

Il volume anche in francese e inglese

Destinato a un mercato internazionale (sono attesi migliaia di pellegrini e turisti), il libro è tradotto in francese e in inglese rispettivamente da Marie Raphaëlle Dumiot e Lalla Giovannetti Rossi, storiche collaboratrici di innumerevoli testi.  La casa editrice è “Lassù gli ultimi” di Champorcher (Ao), la stampa della Tipolitografia Botalla di Gaglianico. Consuete la cura estetica, la nitidezza, la carta (avorio e marmorizzata), la rilegatura, la copertina cartonata a prova di bambino. Pregevole opera, da regalare e regalarsi. Coerentemente col titolo, il volume si apre con i primi chiarori del sole e la neve che tutto ammanta, eterno simbolo dell’inverno, procedendo poi verso la primavera, l’estate e l’autunno. Le stagioni, appunto.  E poi il sito e i suoi dintorni: il monte Cucco col prato bianco di narcisi, il sentiero Frassati, il lago del Mucrone e quello delle Bose, il rifugio Savoia, l’eremo di San Bartolomeo, il giardino botanico, il torrente Oropa, la passeggiata dei preti, il serpentone della processione di Fontainemore che si snoda sulle rocce impervie…

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La parte del leone la fa il complesso santuariale

La parte del leone è però sempre quella dedicata al complesso santuariale che tutti i frequentatori conoscono, con la basilica antica e la chiesa nuova, il sacello della Madonna, i piazzali, il burnell, i portici colonnati, la galleria degli ex voto, le Figlie di Maria, le cappelle del sacro monte, le immancabili mandrie nel prato delle oche e le greggi su al chiesone, e via ancora con altre vedute e particolari. Ogni fotografia è corredata da didascalie. Nutrita la schiera dei collaboratori, intervenuti con suggerimenti, consigli, revisioni dei testi, incitamenti quando la fatica si faceva sentire. È giusto ricordarne i nomi: Giuseppe Cavatore, chi scrive, Fabio Lesca, Rodolfo Maffei, Barbara Masoni, Andrea Platini, Elisabetta Scaramal, Luca e Luisa Simonetti, Marco Strona.

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