Le lettere di Riccardo Gualino al suo uomo di fiducia Guido Gatti quand’era al confino a Lipari e a cava dei Tirreni diventano patrimonio della Biblioteca civica di Biella.  Un centinaio di documenti, datati dal 1919, compresi disegni e planimetrie inediti della villa di Torino e del castello di Sestri Levante e il manoscritto originale di “Tim e Tom”, che hanno al centro la figura dell’imprenditore, finanziarie e mecenate d’arte Gualino di origine biellese, saranno consegnate domani alle 11,30 alla Biblioteca Civica di Biella, dopo l’acquisizione da parte del Comune, grazie all’intervento di un filantropo biellese.

Il costo del fondo Gualino è stato di 5mila euro

L’acquisto dei documenti di Riccardo Gualino, preziose testimonianze dell’attività dell’imprenditore appassionato di arte nato in città nel 1879, è stato reso possibile grazie ai 3.500 euro investiti da un anonimo donatore, che si è impegnato nell’acquisto a patto che il patrimonio fosse messo a disposizione della collettività. Il Comune ha aggiunto i 1.500 euro che mancavano per raggiungere il prezzo stabilito dal collezionista e il materiale ora è a disposizione di ricercatori e studiosi, con la possibilità di darne accesso alle università.

Gualino fu vicepresidente Fiat e patron di Casorati

Riccardo Gualino è stato una figura centrale nel mondo dell’impresa italiana: nato a Biella, ma cittadino del mondo (una delle sue prime attività fu il commercio di legnami con la Romania), fu vicepresidente della Fiat, fondatore della Snia, azienda pioniera nella creazione di fibre tessili sintetiche, e della Venchi, marchio ancora oggi presente tra i produttori italiani di cioccolato. Il mondo dell’arte gli deve molto: sostenitore di Felice Casorati e del gruppo dei “Sei di Torino”, produttore cinematografico e fondatore della Lux Film, proprietario del teatro di Torino, grande amico dello scrittore, sceneggiatore e regista Mario Soldati. La collezione Gualino, che raccoglie le opere d’arte che acquistò in vita, venne da lui stesso donata alla Galleria Sabauda di Torino. La Venere attribuita alla bottega di Botticelli è stata ospite del Museo del Territorio nel 2014, quando la Sabauda era chiusa per ristrutturazione.

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