Il passato principesco rivive a Masserano.

Visitatori in aumento nel 2018 (+28,90%), rispetto all’anno precedente. Laboratori didattici per le scuole molto partecipati, eventi che riscuotono spesso un grande successo in termini di presenze. Inoltre un costante lavoro sui social che permette di far conoscere il piccolo principato, stato indipendente alle porte di Biella tra il ‘500 e il ‘700, nel mondo. Così il Polo Museale Masseranese, nato nel 2016, gestito dall’associazione don Barale e presieduto dallo storico d’arte Stefano Cavaliere, punta a conquistare una buona fetta di turisti e appassionati di storia con iniziative e monumenti.

Il Gran Ballo

Domenica 20 gennaio, ad esempio, il gruppo storico Ventaglio d’Argento di Torino, grazie ad una precisa ricostruzione di scenari danzanti e ad una rigorosa attenzione ai dettagli della moda dell’epoca ottocentesca, ha fatto rivivere un momento di ‘fermo immagine’ di tempi passati, coinvolgendo il pubblico in scene da salotto e feste danzanti. Non male per un feudo pontificio che acquisì il privilegio di battere moneta da una fonte imperiale, a partire da Federico I Barbarossa, fino al 1690. «Un evento unico che viene organizzato solo dal nostro ente – spiega Cavaliere – e quest’anno è stato ancora più importante per festeggiare i 420 anni del principato. Nel Biellese cominciamo ad avere risultati positivi grazie ad un fine lavoro per far conoscere le attività con le nuove tecnologie.

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San Valentino

E non finisce qui: il 3 febbraio si terrà una serata dedicata a don Barale, scomparso 15 anni fa, con una conferenza di Sergio Marucchi. E il 10 febbraio il San Valentino principesco dedicato alle giovani coppie che aumentano con il passare delle edizioni».

Una vetrina

Chi crede nel Polo Museale sono la fondazione Crb, che sponsorizza gli eventi, e l’amministrazione comunale: «Per il paese è una bella vetrina – afferma il sindaco, Sergio Fantone – tutte le domeniche viene organizzato qualcosa e questo porta benefici non solo al Comune ma anche alle attività vicine». Grazie ai fondi ottenuti con il progetto regionale “Le vie del vino”stiamo per rifare un punto di accoglienza turistica all’ingresso del palazzo oltre alla sistemazione degli intonaci».

Lorenzo Lucon