Sono sette, sono poeti biellesi  e “seminano” poesia come è accaduto nel fine settimana in Valsesia. Chi sono? Eccoli: Umberto Barbera, Bertilla Bertesina, Marco Conti, Donatella Lanza, Claudio Oddone, Maria Teresa Valvo e Marco Zanotto.

Al Sermenza Poetry Festival

«Coltivo un orto in Italia nei mesi estivi, per nutrirmi in modo naturale e biologico e, di anno in anno, vedo nascere nuove piantine senza che io le abbia seminate. Crescono sul percorso della raccolta dell’anno precedente, spontaneamente, e questa legge naturale la voglio vedere in azione anche per la poesia, come frutto che nutra l’umanità, che sembra sempre più indifferente alle forme di arte come alle angherie e alle violenze. I poeti sembrano non volersi arrendere ed è fondamentale che vengano ascoltati, una volta che riescono a rompere la terra dura che li ricopre e tiene spesso nell’ombra». Usa la metafora del pomodoro, carico di semi, per esprimere cosa hanno fatto, tutti insieme, nel fine settimana, in Valsesia, Anna Mosca, artista, poetessa professionista e docente universitaria. Lei, curatrice con Alessandro Magherini del “Sermenza Poetry Festival”, sta infatti cercando di spargere poeti sul territorio, affinché attecchisca la sensibilità che apre ai versi e alla riflessione sulla vita.

Fotografare con le parole i paesaggi

Per fare questo, il festival ha “assoldato”, per la quarta volta, un nutrito numero di scrittori e poeti, pronti a leggere, commentare, discutere le loro opere, ospiti del luogo e complice il supporto dell’assessore di Boccioleto, Claudia Deti Martelozzo. Tra di loro, i sette biellesi. Barbera, originario di Sandigliano, ama viaggiare, fotografare e fare poesia come ricerca e sfogo di emozioni. Poeta in erba, ha partecipato ad antologie (una per tutte, “Le maree della vita”) e e-book, come a reading e festival dedicati.  Bertesina ha insegnato per quarant’anni nelle scuole elementari, compone filastrocche didattiche in rima. Tra i suoi “giochi di parole” per bambini, citiamo “Fiabe a Natale” e “Il cuore”.  Conti, giornalista e scrittore, si occupa di poesia, prosa, critica letteraria e traduzione. Tra i suoi scritti, firma il pamphlet “Breviario di dissidenza” e i precedenti “Stellato chiaro”, “L’ospitalità dell’aria” e “Via delle fabbriche”. Ha curato la prima antologia in italiano della scrittrice surrealista Joyce Mansour.  Profilo diverso per Lanza, che è autrice invece di raccolte di racconti. Tra i suoi titoli, “Lucertole senza coda”, “I racconti della frutta” e “Notti realmente esistite”.  Oddone, professionalmente legato all’urbanistica e alla tutela ambientale, nel 2008 ha pubblicato con la casa editrice locale E20 Progetti la raccolta “L’attesa”. Dall’ambito giuridico proviene, invece, Valvo che, negli ultimi anni, si è cimentata in racconti brevi e poesie, due esempi rispettivamente “Figli del mondo” nell’antologia “Valigie” e le poesie apparse sulla rivista “Mi illumino d’immenso”. Infine, Zanotto, l’autore che compone “un po’ per gioco, un po’ per non dimenticare”. Ha pubblicato opere in antologie. Il suo spirito? “Fotografare con le parole paesaggi, personaggi e istanti che colpiscono, a volte con pugni a volte con carezze”. Gli altri poeti presenti al Festival, con Alessandro Magherini e Anna Mosca, erano tutte donne Paola Budassi, Silvia Lorè, Maria Rosa Pantè e Patrizia Varnier. Pronte ad affermare, perché ce n’è bisogno, parità di genere anche in poesia, con “Poesia singolare femminile”. Forse a Biella? È, questo, l’auspicio degli organizzatori.

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Giovanna Boglietti

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