«Cerco “pezzi” dei Queen da trent’anni», la storia del collezionista Nicola Bizzo.

«Non sarò una rockstar, sarò una leggenda». E aveva ragione, Freddie Mercury. Fosse anche solo, e “solo” si fa per dire, per un singolo come “Bohemian Rhapsody”, primo estratto, in un allora 1975, dal quarto album firmato Queen, intitolato “A Night at the Opera”. Ascoltato in streaming con un record di più di un miliardo e mezzo1 di volte.
Quel singolo, capolavoro della rock band britannica che ha perso il suo indimenticato frontman nel 1991, è diventato film e approdato nelle sale cinematografiche questo inverno; non solo, l’attore Rami Malek si è aggiudicato, pochi giorni fa, il premio Oscar come miglior attore protagonista. E, così, all’eredità lasciata da Freddie Mercury, in vita come in questi quasi ventotto anni di “lontananza”, si è sommata anche la pellicola. Ma c’è chi continua a coltivare il lascito dei Queen, i loro fan primi fra tutti. Complici canzoni ed eventi musicali; i “cimeli” che in tanti si contendono. Ed è questo il caso.

L’incontro

Sì, perché a Biella è in programma una breve serata tutta dedicata a “Bohemian Rhapsody. Tra realtà e fantasia”, appuntamento della serie organizzata da Cigna Dischi fissato per stasera, venerdì 1° marzo, alle ore 19, proprio nel negozio di via Italia 10, a Biella.
Al centro, la storia del singolo, del suo videoclip, e poi il suo senso misterioso, il contesto storico-artistico e gli insospettabili riferimenti all’opera, fino alle innovative tecniche di registrazione applicate in studio. A tessere le fila di questo racconto sarà Nicola Bizzo (in foto), esperto che tornerà a parlare del gruppo dopo una precedente serata dedicata a “Queen II”, qualche mese fa. Ma, soprattutto, uno dei più grandi collezionisti dei Queen a livello internazionale, custode di un “tesoro” accumulato per ben trent’anni.

Leggi anche:  C'è attesa per il grande ritorno di Genio

Il collezionista della “Regina”

Cossatese, quarant’anni, Bizzo è sistemista informatico. Laureato al Dams di Torino in Storia della Musica, ha discusso la tesi sui Queen ed è ricercatore all’Università di Lisbona per Iconografia musicale. «La mia passione è nata quando avevo otto anni – racconta – e ho visto il film “Highlander”, con la colonna sonora degli stessi Queen. La collezione poco dopo». Ben mille e cinquecento vinili, soprattutto sette pollici; biglietti dei concerti e riviste dell’epoca, soprattutto giapponesi; centinaia di cd, diversi articoli autografati dai quattro, come lettere professionali e contratti firmati da Freddie Mercury o la copia originale e firmata della chitarra di Brian May: «L’ho comprata a Milano, dove Brian May teneva un concerto con Kerry Ellis. Sono riuscito a incontrarlo anche se per poco».
Scambi tra collezionisti, fiere dedicate, case d’asta come Sotheby’s: questa la rete di ricerca di Nicola Bizzo, i cui “frutti“ sono annotati sul suo sito “Queenvinyls.com”, che è stato notato dagli archivisti dei Queen. «Vorrebbero riunire i maggiori collezionisti del mondo per pubblicare dei libri su tutti i “pezzi” e mi hanno contattato». A breve, uscirà il suo e-book dedicato a “Bohemian Rhapsody”. Ma, prima, la conferenza di domani. Eco dell’Uomo Leggenda.

TORNA ALLA HOME PER LEGGERE LE ALTRE NOTIZIE

Giovanna Boglietti