Carri e maschere boliviane al Carnevale di Chiavazza.

Percorso invariato ma anche tante novità per il Corso mascherato del 49° Carnevale benefico di Chiavazza. Ritrovo alle 14 di domenica in piazza XXV Aprile, e poi spazio al divertimento e all’allegria, tra lanci di coriandoli, stelle filanti e caramelle, per la gioia di grandi e piccini.

I carri

Quattro, come lo scorso anno, i carri allegorici: a quelli di Cossato, Mottalciata e Valle Mosso (Valdilana) si affiancherà la new entry di questa edizione, proveniente da Alice Castello (Vercelli). Ad animare il corteo saranno inoltre il gruppo di sbandieratori di Busnago, un gruppo di maschere di carnevale della Bolivia in arrivo da Bergamo, la Banda dei Giovani di Santhià, i ragazzi dell’oratorio di Chiavazza e della Carrozza Bianca, i rappresentanti delle varie associazioni della zona e l’immancabile Cucu (Franco Caucino): alla maschera del carnevale chiavazzese spetterà, come di consueto, un ruolo di primo piano, insieme con il parroco, don Remo Baudrocco, e il viceparroco, don Carlo Dezzuto. Lasciata la piazza, il “serpentone” imboccherà via Gamba, per poi approdare in via Milano e, transitando lungo via De Amicis, raggiungere la casa di riposo Oasi, fino a far ritorno al punto di partenza, in piazza XXV Aprile, dove avverrà la presentazione dei vari gruppi.

La macchina organizzativa

Parte ovviamente da lontano, dal settembre dell’anno precedente, l’organizzazione di una manifestazione così complessa, resa ancora più complicata, oggigiorno, da adempimenti burocratici che, in nome della sicurezza, finiscono per mettere sullo stesso piano una kermesse di rilevanza nazionale, come ad esempio il Carnevale di Viareggio, e una di portata più locale, come il Carnevale di Chiavazza.
«Dopo i fatti di piazza San Carlo, a Torino, in occasione della finale di Champions del 3 giugno del 2017, e dopo gli attentati terroristici ai mercatini, le norme sulla sicurezza si sono fatte ancora più stringenti. Ciò comporta non poche difficoltà. Basti pensare alla fatica che abbiamo dovuto fare – spiega Davide Lanza, vicepresidente del Comitato del Carnevale benefico di Chiavazza – per trovare dieci “camion” per chiudere gli accessi a tutte le strade (in sostituzione dei new jersey, le barriere in cemento): ci siamo dovuti rivolgere ad amici e conoscenti che, per la durata della sfilata, lasceranno i loro trattori, camioncini e furgoni all’imbocco delle vie (due i mezzi della Protezione civile). Sono d’accordo che la sicurezza debba avere la precedenza, ma, a mio parere, occorrerebbe una maggiore flessibilità: in fin dei conti siamo a Chiavazza, non a Torino o a Roma».

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Lara Bertolazzi

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