Milano Unica, Salone Italiano del Tessile e Accessori, ha chiuso la 27esima edizione oggi registrando la presenza di circa 6.000 aziende che hanno preso visione delle collezioni dell’alto di gamma tessile per la stagione Autunno/Inverno 2019/2020. Un risultato in linea con quello dell’edizione di Luglio 2017, nonostante la diminuzione delle presenze italiane, ma di peso specifico commerciale più interessante confermato dalla generale soddisfazione degli espositori.
Da sottolineare la crescita delle presenze internazionali provenienti, soprattutto, da: Paesi Bassi (20%), Stati Uniti (+9%), Giappone (+6%), Cina (+5%), Francia (+3%), Germania (+3%), mentre registrano un lieve calo le presenze di aziende italiane.

Botto Poala: definitiva la scelta di anticipare a luglio

“Il leggero calo di presenze italiane che abbiamo registrato è sicuramente dovuto ai criteri di invito più stringenti che abbiamo adottato, a tutela della qualità dei nostri interlocutori. La soddisfacente partecipazione di buyer internazionali, assieme alla crescita degli espositori, ha definitivamente consolidato la scelta dell’anticipo a luglio – ha commentato il Presidente di Milano Unica, Ercole Botto Poala -. Mi preme, innanzi tutto, sottolineare il compiacimento degli espositori di tessuti e accessori per la donna che, nelle ultime edizioni, hanno concorso a definire un riequilibrio dell’offerta della nostra fiera”.

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Il presidente di Milano Unica: “Sostenibilità sfida del presente”

“Oltre al successo del momento commerciale – ha aggiunto Ercole Botto Poala -, abbiamo saputo caratterizzarci anche per l’innovazione delle proposte legate alla visione del nostro futuro, a partire dal tema della sostenibilità. Una sfida che, come ho ricordato in occasione della tavola rotonda di apertura, riguarda non solo il tempo a venire del pianeta, ma anche le possibilità di crescita della nostra industria.
Abbiamo, come è stato detto, un vantaggio competitivo temporale significativo sui nostri competitor, determinato dal fatto che siamo gli unici ad avere ancora l’intera filiera, che, a differenza di altri, ci consente non solo di parlare di qualità e sostenibilità nei convegni, ma di concretizzarla in tutti i segmenti della catena industriale. Un vantaggio, però, che possiamo e dobbiamo ulteriormente rafforzare, investendo
e facendo meglio sistema, come peraltro ci indica il percorso avviato da Camera Nazionale della Moda Italiana e Sistema Moda Italia”.