«Ragazzi, unitevi a noi e nel 2022 tenetevi liberi».

Per l’adunata nazionale del 2022, potrebbero già essere diventati “Amici degli Alpini”. Loro, gli Alpini quelli veri rappresentanza locale dell’Ana, lo sperano e, anzi, li invitano a farsi avanti. Non solo in vista di un evento che, con un “ok” a Biella in quanto città candidata, avrà bisogno di forze giovani tra i suoi volontari; ma con uno sguardo al più lontano futuro, per far sì che le fila della sezione s’infoltiscano e continuino a tramandare il testimone dei padri: lo spirito delle penne nere.

L’invito

E, così, ai quattrocento studenti delle classi di quinta superiore che, venerdì nell’Auditorium di Città Studi, hanno incontrato tre presidenti Ana è arrivato un messaggio corale: «Nel 2022, non prendete impegni». Parole di Marco Fulcheri, presidente degli Alpini di Biella, che ha così riassunto il racconto intrecciato dal trio di guide nazionali che ha incontrato i ragazzi biellesi per raccontare qualcosa di più di un impegno e di una appartenenza che, in questo 2019, sono arrivati a festeggiare un secolo di vita.

Le voci

Le tre voci della mattinata a Città Studi sono state quelle di Giuseppe Parazzini, past president Ana 1998-2006; del biellese Corrado Perona, past president 2004-2013, e di Sebastiano Favero, presidente in carica dal 2013. Al loro fianco, in qualità di relatore, Paolo Racchi, insegnanti e segretario della sezione di Biella.
«La mia presidenza è stata caratterizzata da due elementi portanti: io ho retto come “non-reduce” di guerra, che prima invece tutti avevano vissuto sulla loro pelle; e nel 2004, un sacro dovere previsto dalla Costituzione, quello di difendere la patria, è stato accantonato con la sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva – ha raccontato Giuseppe Parazzini – Abbiamo avanzato, essendoci trovati sbilanciati, le nostre titubanze e fatto una manifestazione ritenuta unica in Italia: a Roma di solito le manifestazioni rivendicano diritti, noi ci siamo andati a rivendicare un dovere dei giovani, ambo i sessi, affinché dedichino un periodo a favore della comunità e della nazione, compito da considerarsi sacro e da adeguare ai tempi moderni, ma da mantenersi nella società».
Corrado Perona ha parlato, invece, sottolineando l’impegno caratteristico degli Alpini: «Nella mia presidenza ho avuto il dispiacere di dover condurre al consiglio direttivo nazionale due eventi calamitosi, il terremoto in Abruzzo e poi in Emilia Romagna. Il primo, per noi, è stato quasi un secondo Friuli, dato che l’Abruzzo è terra di Alpini altrettanto e io stesso ho servito con il Battaglione “L’Aquila”. Sono sceso in Abruzzo oltre venti volte, il più delle volte in giornata…».

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L’impegno

Trentatré case e una chiesa, quella di San Lorenzo, a Fossa (provincia dell’Aquila); l’asilo di Casumaro (provincia di Ferrara), la casa automatizzata per Luca (nel Pavese), alpino gravemente ferito in Afghanistan nell’attentato di Bala Murghab. Tre esempi, citati da Perona, come lascito di quel che è stato fatto, nel segno di una eredità precedente: «L’associazione, noi, l’abbiamo ereditata dai nostri padri».

Quindi, l’impegno snocciolato anche con i numeri da Sebastiano Favero: oltre 269mila soci ordinari, e più di 77mila aggregati, 2mila “Amici degli Alpini”. Per 4.290 gruppi e 80 sezioni in Italia e 133 gruppi e 30 sezioni all’estero. Favero: «Il nostro elemento di propulsione forte sta nel rispondere ai bisogni. Ana non vuole a tutti i costi adottare un approccio militare ma far sì che i giovani siano a servizio della patria e a disposizione di chi ci sta attorno. E voi ragazzi dovete essere il futuro di questa nazione e andarne orgogliosi. Siamo con voi da buoni padri di famiglia, per insegnarvi le cose giuste da fare, usando la vostra intelligenza per fare qualcosa di positivo per gli altri».

G.B.