Made in Biella: export 2018 a +3%.

Nel 2018, il valore delle esportazioni biellesi ha superato la quota di 1.970 milioni di euro, registrando un incremento pari al 3% rispetto al 2017. I dati arrivano dalle elaborazioni della Camera di Commercio di Biella e Vercelli. I dati devono essere letti in un contesto generale che ha visto dinamiche diverse a livello territoriale. A fronte di una media nazionale attestata al +3,1% e dell’area Nord occidentale del Paese che ha segnato +3,4%, il Piemonte ha registrato una più sostanziale stazionarietà pari al +0,4%.

Nel distretto

Le attività manifatturiere, che segnano nel complesso un aumento del +2,2% costituiscono la componente quasi esclusiva dell’export provinciale. Registrano un incremento di assoluta rilevanza gli articoli di abbigliamento (+12,4%), le bevande (+11,3%), dato quest’ultimo da leggere comunque in relazione ai bassi valori assoluti. Sopra la media generale la dinamica per i prodotti tessili (+3,8%), che rappresentano il principale settore (con una quota pari al 58,6% del totale export provinciale) e nel cui ambito occorre sottolineare la buona prova del comparto dei tessuti (+9,7%) e il calo degli altri prodotti tessili (-9,1%). In calo la meccanica (-10,1%). Seppure con valori assoluti bassi rispetto al totale, che influenzano anche i confronti percentuali, segnaliamo la crescita del settore degli altri prodotti, che registra un incremento del +171%.

Mercati Ue

Per quanto concerne i mercati di sbocco, l’Unione europea, assorbendo il 53,5% delle vendite all’estero, si conferma la destinazione principale dell’export biellese, anche se nel corso del 2018 è stato registrato un calo del -6,9% delle esportazioni in ambito Ue. Sono proprio le vendite verso alcuni dei Paesi continentali più rappresentativi per l’export biellese a destare qualche preoccupazione per le loro dinamiche poco incisive, se non orientate verso il segno negativo. Per i primi due mercati di sbocco, Germania e Francia, si registra un aumento rispettivamente del +1,0% e del +3,6%; piuttosto marcata la battuta di arresto verso il Regno Unito, con un calo del -11,2%.

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Extra Ue

Nei mercati extra Ue si registra un aumento complessivo del +17,3%, con dinamiche delle vendite non univoche. Hanno ripreso vigore le esportazioni verso la Svizzera (+98,4%) che in termini assoluti rappresenta il secondo mercato di sbocco. Continuano a crescere, quelle verso la Cina (+5,9%) e gli Stati Uniti (+7,9%). Si segnala la performance di rilievo verso il Giappone (+24,5%), mentre rallentano le dinamiche verso alcuni Paesi come Turchia (-8,6%) e Corea del Sud (-9,3%).

Confronto

La perdita del -6,9% in ambito Ue viene sottolineata dal presidente della Camera di Commercio, Alessandro Ciccioni. «Dobbiamo sempre ricordare che i dati vengono confrontati con il 2017, anno particolarmente brillante per le esportazioni – dice Ciccioni -. Certamente, almeno per il Biellese, la spinta dei primi mesi si è affievolita nel corso dell’anno. Avevamo sottolineato come le politiche protezionistiche e daziarie degli Stati Uniti, la frenata della crescita in Cina e i rallentamenti delle economie nell’Eurozona, l’incerto quadro politico internazionale con le paventate sanzioni ed embarghi e l’incognita Brexit fossero una serie di elementi sicuramente sfavorevoli per gli scambi. La fama del nostro ‘made in Italy’ potrebbe anche non bastare più, se il clima di fiducia delle imprese non le incoraggerà a investimenti finalizzati all’innovazione e ad approcciare mercati anche fuori dall’area UE. Diventa, quindi, indispensabile sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, ricordando però che produttività e competitività restano gli aspetti fondamentali».

G.O.

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