I numeri del settore legno-arredo in Piemonte.

Nel settore legno-arredo forte presenza dell’artigianato

Sono 198 le imprese biellesi del settore legno -arredo e tappezzerie. Lo comunica uno studio di Confartigianato diffuso in occasione del salone del Mobile, in corso a Fieramilano Rho sino a domenica prossima. Il settore legno-arredo rappresenta una delle aree con elevata vocazione artigiana.Infatti, i due terzi (67,7%) delle imprese del settore, pari a 49.453 unità, sono imprese artigiane. Ciò rappresenta tre volte il peso che l’artigianato ha sul totale delle imprese (21,8%). Al quarto trimestre 2017, in Piemonte il swettore legno-arredo contava 4.665 imprese, di cui 3.766 imprese artigiane. Dopo una lunga crisi, negli ultimi tre anni il settore legno-arredo starebbe registrando una fase di ripresa.

Il settore legno-arredo nelle province

Le 4.665 imprese piemontesi del settore legno-arredo si distribuiscono in tre comparti. Nel comparto “Legno” ci sono 2.714 imprese di cui 2191 imprese artigiane. Il comparto “Arredo” conta 1.037 (di cui 782 imprese artigiane). Infine, 878 imprese si occupano di “Tappezzeria” (793 sono imprese artigiane). Le 3.766 imprese artigiane piemontesi del settore legno-arredo , a livello provinciale, sono così suddivise: 1641 a Torino; 773 a Cuneo; 280 ad Alessandria; 250 a Novara; 230 ad Asti; 220 nel Verbano; 174 a Vercelli e, come detto, 198 a Biella. Tra le province, solo Biella, con un rapporto esportazioni-valore aggiunto dell’1,38%, ha registrato un dato superiore alla media nazionale (0,76%).

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Una parte importante del made in Italy

“Mobili ma soprattutto bellissimi pezzi di complementi d’arredo: è questo il made in Piemonte e il made In Italy che va tanto all’estero e che esprime una sua forte vocazione anche nella nostra regione attraverso le piccole imprese che si esprimono con innovazione e design”. Parola di Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte che parla di  “un settore legno-arredo che non ci sta ad essere rimpiazzato dai prodotti di arredo low cost”. “La battaglia dobbiamo combatterla soprattutto all’estero – sottolinea il presidente -. Dobbiamo  rispondere a una domanda esigente con prodotti di altissima qualità, rifiniti ad arte. Su questo terreno dobbiamo giocarci le possibilità di vendita e crescita”.

Giovanni Orso