La primaria Borgonuovo di Biella lavora al Guanto Parlante.

Lo chiamano un vero gesto d’amore e chi l’ha provato è tanto d’accordo che ne è rimasto sorpreso e commosso. Loro sono i piccoli inventori della scuola primaria “Borgonuovo-Fermi” dell’Istituto Comprensivo Biella Tre, classi terza A e terza B, che il lunedì pomeriggio svolgono attività legate al coding e alla robotica. E che hanno trovato nelle lezioni impartite a titolo gratuito del professor Giuseppe Aleci dell’istituto superiore “Gae Aulenti” un’occasione per declinare lo studio dell’alta tecnologia in azioni concrete.

L’invenzione

Ma che, soprattutto, hanno ricostruito il prototipo, sviluppato in centri universitari, di quello che hanno battezzato come “Guanto Parlante”. Una sintesi vocale che permette a persone con disabilità di esprimersi: il kit è semplice, un guanto nero di lana e una scheda micro:bit fissata in corrispondenza del dorso della mano. E il loro lavoro di coding, affiancato dalle maestre Mariella Attanasio, Franca Cesareni e Giovanna Pagliuso.
«La loro bravura e la loro inventiva mi hanno portato a proporre la realizzazione di un dispositivo e di un programma che può essere d’aiuto a persone con difficoltà, sia per stimolare quel senso di educazione civica e di altruismo che già è presente in questi bambini, sia per dimostrare come ormai la tecnologia sia tale da permettere anche a dei piccoli di otto anni di realizzare strumenti utili per il miglioramento della condizione umana», spiega il professor Aleci.

Come funziona

Appena testato dagli ospiti della “Domus Laetitiae”, struttura già coinvolta nella sperimentazione dell’indirizzo Ipsia dell’Iis “Gae Aulenti” tramite la professoressa Claudia D’Angelo, il prototipo ha già riscontrato successo, e suscitato qualche lacrima di gioia. Sì, perché una persona disabile trova in questa sintesi vocale un canale di interazione: mano (anzi, guanto) in alto, gesto studiato come più comodo da utenti di questo tipo, e dallo schermo di un pc scorrono diverse icone, tutte espressioni di stati d’animo disegnate a mano dai bambini della primaria “Borgonuovo”. Ogni icona è corredata da un messaggio: ho fame, ho sete, ho sonno, voglio andare in bagno, sto male, voglio giocare. Basterà che l’utente pieghi la mano verso destra, come a sostituire la propria bocca, e l’immagine si fermerà. Non solo, il suo messaggio dal computer prenderà voce.

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Costo irrisorio

«Gli stessi strumenti comprati dalle varie cliniche e cooperative onlus sono davvero costosi. A volte, sembra che le aziende produttrici lucrino sulla salute delle persone – aggiunge Giuseppe Aleci – Il prodotto che i bimbi hanno realizzato ha un costo irrisorio di 14 euro e, con pochi gesti della mano, permette la sintesi vocale. Sicuramente un grande aiuto per ragazzi e ragazze con difficoltà verbale e con disabilità nel controllo delle dita. Questa è la nuova generazione, questi bambini sono la dimostrazione che il futuro può essere roseo».

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Giovanna Boglietti