Sull’industria biellese pesa l’incertezza del momento.

Per il primo trimestre 2019 l’industria biellese tira il freno.

Continua a essere la prudenza il driver che connota le previsioni dell’industria biellese anche per il primo trimestre dell’anno. Una prudenza che nasce dall’attuale clima politico di grande incertezza. La consueta indagine previsionale realizzata dall’Ufficio Studi dell’Uib, mette in luce i seguenti risultati: il saldo ottimisti-pessimisti sulla produzione industriale si è attestato a -1,6% (il trimestre precedente era 4,3%); quello sull’occupazione al 5,7% (trimestre precedente: +2,6%). Il saldo ottimisti-pessimisti sugli ordini totali è stato, infine, del +2,4% (trimestre precedente: -1,7%), mentre quello sugli ordini dall’estero si è attestato a + 7,9% (trimestre precedente: 0).

Pesano le variabili nazionali e internazionali.

«Resta un clima di incertezza legato a variabili nazionali e internazionali – commenta Emanuele Scribanti, vicepresidente dell’Uib con delega all’Economia d’Impresa -. Da un lato, infatti, siamo ancora in attesa di poter valutare le novità che saranno introdotte dalla manovra e quali misure potranno venire incontro alle esigenze di sviluppo delle nostre imprese. Dall’altro, gli scenari internazionali continuano ad essere complessi, soprattutto nel rapporto Cina-Usa con il conseguente calo dei consumi interni cinesi, e, più in generale, a causa del rallentamento dell’export e dell’attenuarsi della crescita nell’Eurozona, oltre all’aumento dei costi delle materie prime e all’incertezza nella definizione della politica monetaria europea e statunitense».

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Anche in Piemonte il sentiment peggiora.

Il sentiment degli imprenditori biellesi per i primi tre mesi 2019, peraltro, non è molto diverso da quello che caratterizza le previsioni dell’industria piemontese. La rilevazione di Confindustria Piemonte segnala, infatti, un ulteriore, marcato raffreddamento del clima di fiducia dell’industria. Per il terzo trimestre consecutivo le attese su produzione, ordini e occupazione peggiorano e i saldi ottimisti-pessimisti su produzione e ordini ritornano su valori negativi dopo 15 trimestri. A livello territoriale, soltanto ad Alessandria e Ivrea prevalgono aspettative lievemente ottimistiche, ma con indicatori di poco superiori al livello di equilibrio. Negative le previsioni di Cuneo, Asti e Verbania, dove gli indicatori peggiorano sensibilmente rispetto ai mesi scorsi.

Giovanni Orso