Nel modello produttivo dell’industria 4.0, caratterizzato dalla ‘fabbrica intelligente’, totalmente automatizzata e interconnessa, qual è il ruolo del lavoro? E quali sono le implicazioni etiche e sociali di una società tendenzialmente a ‘lavoro zero’? Questo il tema del convegno organizzato sabato scorso a Biverbanca dall’Ucid, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, dal titolo ‘Industria 4.0, lavoro 4.0?’.

Simone Maggi, CEO Lanieri

Visioni del futuro: dall’utopia all’incubo

Dopo i saluti di Vittorio Donati, presidente Ucid Biella, il tema è stato introdotto da Pier Marco Ferraresi, docente di Economia all’Università di Torino, che ha delineato diverse narrazioni del futuro tecnologico: dalla visione utopistica di un mondo perfetto alle più cupe distopie in stile Asimov. Tra questi due poli si collocano i tentativi di analizzare e gestire l’attuale fase di transizione, nella consapevolezza che questa comporterà inevitabilmente una perdita di posti di lavoro (in Italia, secondo uno studio OCSE, è a rischio il 40% dei lavoratori) e un aumento delle diseguaglianze di reddito.

Lavoro 4.0: esperienze e scenari biellesi

Barbara Greggio, Consorzio Alpi Biellesi

Su questo spunto ha preso il via, moderata da Roberto De Battistini, docente di Economia all’Università di Torino, una nutrita carrellata di case histories locali: Marco Bardelle, Amministratore RF2000 e presidente di Pointex; Franco Borlo, AD Robinson srl; Ercole Botto, CEO Lanificio Successori Reda; Barbara Greggio, direttrice Consorzio Turistico Alpi Biellesi; Simone Maggi, CEO Lanieri; Giovanni Maiorana, dirigente FCA.

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Realtà diverse, come diversi sono stati gli sguardi che hanno delineato gli scenari di sfondo, delineati da Christian Clarizio (responsabile di SellaLab), Paola Garbella (direttrice Opera Pia Cerino Zegna),  Renato Goria (AD Gruppo Alplast e presidente CCIAA di Asti), Pier Ettore Pellerey (presidente Città Studi Biella), Antonio Sansone (segretario generale FIM CISL Piemonte), don Genesio Tarasco (direttore Istituto Salesiani).

Il presidente Ghidella: “L’innovazione va governata”

Riccardo Ghidella, presidente Ucid
Riccardo Ghidella, presidente Ucid

La conclusione di Riccardo Ghidella, presidente nazionale Ucid, ha focalizzato l’attenzione sugli effetti dell’economia digitale: “Non possiamo rinunciare a governare l’innovazione, indirizzandola verso le tecnologie che portano maggiori benefici sociali e occupazionali. Vanno dunque riviste le politiche basate su incentivi fiscali a pioggia: in particolare, il Piano nazionale Industria 4.0 non può essere una semplice lista di tecnologie su cui ottenere iperammortamenti, ma deve invece entrare nel merito del problema, pilotando gli investimenti verso l’innovazione più utile a ciascun territorio.”

 

Simona Perolo

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