Nel 2018 l’export biellese verso l’Inghilterra diminuito del -11,2%.

Il valore dell’export biellese verso la Gran Bretagna

Quanto vale l’import-export complessivo del sistema produttivo biellese verso il Regno Unito agitato dai ventio della Brexit? Se il Piemonte, nel 2018, ha esportato nel Regno Unito prodotti locali per un valore di 2.562.957.08 euro (+10,9% tendenziale) e importato dall’Inghilterra per 852.961.353 euro (+7,7%) per un interscambio totale pari a 3.415.918.437 euro (+6,5%), il sistema produttivo biellese ha visto invece contrarsi, nello stesso periodo, le proprie vendite Oltremanica.L’export biellese complessivo, infatti, è passato dai 149.954.184 euro del 2017 ai 133.213.512 dell’anno scorso, con una flessione del-11,2%. L’import è passato dai 24.391.561 euro del 2017 ai 26.752.354 del 2018 (+9,7%). L’interscambio complessivo tra Biella e Regno Unito, nel 2018, è stato pari a 159.965.866, con una flessione tendenziale paria a -8,2%.

Il tessile-abbigliamento però resiste

Il tessile-abbigliamento biellese, tuttavia, si mostra in tenuta. Se, nel 2018, si deve registrare un calo (-3,3%) circa l’export biellese Oltremanica di tessuti, il segno positivo continua invece a connotare i filati (+19,9%), gli Altri prodotti tessili (+22,3%), gli articoli di abbigliamento (+1,1%) e quelli di Maglieria (+17,2%). Guardando poi al tessile-abbigliamento italiano, si deve sottolineare che il mercato inglese ha rappresentato per questo, durante i primi dieci mesi del 2018, il terzo mercato di riferimento, mentre per il più allargato sistema tssile-abbigliamentop-moda-accessori, il quinto per importanza. Non è un caso se le imprese della moda britannica (settore da 38 miliardi di euro di ricavi) sono contrarie al «leave», temendo in molti casi l’interruzione della cosiddetta supply chain.

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Il sistema moda italiano cresce Oltremanica

Al di là dell’export biellese,  a conti fatti, secondo le elaborazioni di Confindustria Moda su dati Istat il 2013 e il 2017, infatti, l’export italiano verso il Regno Unito è cresciuto costantemente, indipendentemente dall’indebolimento della sterlina, mettendo a segno un + 28,4 % e fermandosi poco sotto i 3 miliardi di euro. L’import (poco più di mezzo miliardo) nello stesso periodo è cresciuto del 12,5%, con un calo (-4,8%) però, tra il 2017 e il 2016, l’anno in cui è stata decisa la Brexit.

Giovanni Orso