Il braccio di ferro sulla Tav approda all’assemblea degli industriali biellesi dove l’appello del presidente Uib Carlo Piacenza, fatto proprio con grande veemenza dal leadr nazionale Vincenzo Boccia, è stato raccolto poco fa dal neo presidente della Regione Alberto Cirio, alla sua prima uscita ufficiale proprio oggi a Biella a Città Studi dopo essere stato proclamato alle 18,30.  Sullo sfondo la crisi del Paese, che ha interrotto la crescita, e quella del Distretto Biella, che sente nei numeri di un 2019 di difficoltà il peso dell’economia in flessione. E così, il vero snodo positivo dell’Assise è risultato il confronto con la nuova faccia della Regione Piemonte, quel Cirio che ricorda di essere venuto dall’astigiano e di avere consuetudine con l’Europa e l’Unione Europea di cui è ancora parlamentare uscente fino a luglio.

Città Studi piena di imprenditori e politici

L’assemblea a Città Studi si è snodata sulla falsariga del canovaccio tradizionale, approvazione delle politiche della giunta-Piacenza in “privata” e poi fase pubblica alla quale hanno partecipato in grande numero tutti i concorrenti del sistema economico biellese: da Maurizio Sella  a Paolo Zegna e Nino Cerruti, dai presidenti di Milano Unica Ercole Botto Poala a  quello di Ideabiella Alessandro Barberis Canonico, dal presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli, dai leader delle associazioni di categoria, fino a tutto il rinnovato parco della politica biellese: deputati, senatori e, buoni ultimi, i consiglieri regionali promossi l’altra settimana.

Fortis: riprendere il filo della crescita

L’economista Marco Fortis ha tracciato il sentiero di un’Italia che ha tutte le possibilità di crescere, basterebbe riprendere il filo dei provvedimento lasciati a mezza via dopo i governi Renzi-Gentiloni, adattati alla fase congiunturale, mentre il leader di Confindustria Boccia ha promosso Biella e il suo presidente d’impresa Piacenza per la capacità di fare comunità, di tenere ben salde le radici sui valori di sostanza, ribadendo poi che primi segnali di una strada positiva in politica economica sono venuti con i Decreti crescita e sblocca cantieri. “Ma non basta – ha detto -, non bisogna cavalcare la politica delle ansie e della paura, bisogna lavorare per un’Italia con meno debito, meno deficit e più crescita ed andare a trattare con l’Europa a testa alta quella flessibilità necessaria, ma con un programma credibile”. Per Boccia va ripristinato “lo spirito che accompagnò nel primo dopoguerra Costa e Di Vittorio nel patto che partiva da un concetto fondamentale: prima le fabbriche poi la casa, per dare senso virtuoso al dettato costituzionale che prevede che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Per Boccia si deve partire col rivendicare in Europa per l’Italia un commissario della Commissione “che non può che essere Industria, Commercio, Concorrenza o Mercato interno”.

Leggi anche:  Discarica al Brianco, ora litigano i politici

Cirio: ascolteremo e faremo lobbies a Bruxelles

Il presodente regionale neo eletto Cirio ha innazitutto confermato: “La Tav decideremo di realizzarla senza se  e senza ma”. Ha ottenuto su questo l’applauso convinto. Ha poi aggiunto che la sua politica “è quella di ascoltare” per definire una mappa dei bisogni sui quali ancorare i fondi europei già in dote e in arrivo con la pianificazione 2022-2029. “Per farlo – ha concluso – bisogna fare lobbies e questo faremo alla luce del sole a Bruxelles dove si decidono le partite”.  E così incassa un altro applauso, una cambiale per ora in bianco da onorare. Poi, via, per la conferenza stampa nella sede del candidato di riferimento al ballottaggio di Biella, Claudio Corradino.

Roberto Azzoni

TORNA ALL’HOME PAGE