Un biellese accolto alla World Bank.

Si chiama “Core House” ed è una casa in bamboo a basso costo e ad alta sostenibilità, auto-costruibile e in grado di resistere a ricorrenti inondazioni, sollevandosi dal suolo grazie a un ingegnoso sistema di galleggianti realizzati con materiali di recupero.

La “Core House”

Si tratta, nello specifico, dell’ideazione del team del “Final design studio” della laurea magistrale in Architettura per il progetto sostenibile del Politecnico di Torino, che, lo scorso dicembre, ha vinto il prestigioso Concorso internazionale “Resilient Homes Design Challenge” ed è, di recente, volato a Washington per presentare la “Core House” nella sede centrale della World Bank (una delle realtà promotrici con Nazioni Unite – UN Habitat, in partenariato con Airbnb, Build Academy e Global Facility for Disasters Reduction and Recovery), e direttamente alla presidente, Kristalina Georgieva.

Un biellese nel team

Tra i sette, su quindici studenti da tutto il mondo, del Politecnico partiti alla volta degli Stati Uniti, c’è un biellese. Ovvero, Luca Anselmino, 23 anni, di Pollone ma originario di Occhieppo Superiore, che frequenta il secondo anno della magistrale, dunque è prossimo a terminare il percorso e si avvicina alla laurea. Luca ha lavorato nel gruppo interno del team predisposto alla progettazione energetica (raffrescamento, gestione dell’acqua piovana, conteggio della necessità di elettricità per garantire minimi comfort, come frigo e caricatore del cellulare funzionanti).
Il suo prossimo lavoro? Una idea che potrebbe riportarlo all’estero, “covata” da tempo, svela, per la sua tesi: «Case stampate in 3 D, un settore ancora in fase di sviluppo».

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Giovanna Boglietti

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