Primo semestre tutto sommato positivo per il Gruppo Sella. I primi sei mesi del 2018, infatti, si sono chiusi con un utile netto di 17,9 milioni di euro, la conferma della solidità patrimoniale, un miglioramento della qualità del credito e la crescita della raccolta. In questo contesto Banca Sella fa la parte del leone: 16,9 dei 17,9 milioni di euro costituiscono l’utile netto della sola banca, in crescita rispetto agli 11,3 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.

Gruppo Sella, proseguono gli investimenti

Il Gruppo, inoltre, ha proseguito gli investimenti in tutti i principali settori di business ed ha anche rinnovato il proprio brand, adottando una grafica più moderna e in linea con la strategia di sviluppo attraverso l’innovazione e il fintech. In particolare dopo il Fintech District di Milano, Sella ha promosso la nascita di Fabrick, un ecosistema aperto che abilita e promuove la collaborazione tra banche, corporate e fintech italiane e internazionali. Al 30 giugno 2018 Sella Ventures ha investito circa 26 milioni di euro. Nell’ambito del private banking è stata conclusa l’acquisizione del ramo italiano di Wealth Management di Schroders Italia da parte di Banca Patrimoni Sella & C. All’inizio del secondo semestre sono state perfezionate le acquisizioni della società di peer-to-peer lending Smartika Spa, della società specializzata nelle soluzioni mobile per il mercato finanziario e retail Vipera Plc, della società specializzata nelle piattaforme per la gestione dei servizi di finanziamento della supply chain delle imprese Kubique Spa.

Gruppo Sella, la raccolta globale a 36,5 miliardi di euro

I risultati consolidati del  Gruppo Sella al 30 giugno 2018  hanno registrato un utile netto di 17,9 milioni di euro, rispetto ai 40,6 milioni di euro del primo semestre del 2017. Senza considerare la componente straordinaria derivante dalla cessione della partecipazione in Banque Martin Maurel Sella, l’utile netto al 30 giugno 2018 sarebbe stato di 16,3 milioni di euro, rispetto ai 21,7 milioni di euro del primo semestre del 2017.  La raccolta globale al valore di mercato e al netto dei pronti contro termine i è cresciuta di 1,2 miliardi di euro, attestandosi a 36,5 miliardi di euro (+3,5%). La raccolta netta da clientela è aumentata di 1,9 miliardi di euro.  Stabili gli impieghi, che sono risultati pari a 8 miliardi di euro (+0,3%), al netto dei pronti contro termine attivi 7,9 miliardi di euro (-0,1%).  La qualità del credito è ulteriormente migliorata. Le rettifiche di valore nette si sono ridotte del 26,9%, attestandosi a 19,4 milioni di euro contro i 26,6 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Incrementati i tassi di copertura dei crediti: per i deteriorati è salita al 50,6% (era 49,8% a fine 2017), per le sole sofferenze è salita al 61,9% (era 59,8%). L’indice Texas Ratio del gruppo è pari al 59% (66,1% di fine 2017). I ricavi netti da servizi sono cresciuti del 9,3% (160 milioni di euro), il margine di intermediazione è cresciuto dello 0,6% (270 milioni di euro contro i 268,5 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente), il margine di interesse è diminuito del 9,9% (110,1 milioni di euro contro i 122,2 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente), a causa dei tassi attivi medi inferiori. I costi operativi sono saliti del 10%, in particolare per l’incidenza delle numerose iniziative legate allo sviluppo del gruppo portate avanti nel corso del semestre. La solidità patrimoniale supera le soglie minime richieste: Cet1 a 11,47%, Total Capital Ratio al 13,43%.