Artigianato edile: Biella maglia nera.

Al primo trimestre 2018, le imprese artigiane delle costruzioni registrate a Biella ammontavano a 2.155, con una flessione di – 4,2% rispetto al I° trimestre 2017. Il dato arriva da Confartigianato Piemonte, a conferma che il settore dell’edilizia continua a soffrire. Una sofferenza che si traduce anche in un calo pesante in termini occupazionali: Confartigianato stima che tra il 2008 e il 2017, a Biella, il calo di posti di lavoro nel settore è stato del – 49,7%. Di più: una sofferenza che riguarda l’intero Piemonte dove, al I° trimestre 2018, le imprese registrate delle costruzioni sono state 65.024, di cui 49.329 artigiane, con una variazione tendenziale di -2,2% per il totale delle imprese e -3,1% per quelle artigiane.

Province

Guardando alle singole province, oltre ai segni meno che connotano Biella, il calo di imprese edili caratterizza anche Alessandria dove, al primo trimestre 2018, le imprese artigiane delle costruzioni hanno registrato una flessione tendenziale di – 4,1%, Asti (- 2,6%), Cuneo (- 2,6%), Novara (- 1,1%), Torino (- 3,4%), Vco (- 2,1%) e Vercelli (-1,5%). Facile notare come, in questa graduatoria, Biella si aggiudichi la maglia nera.

Lavoro

Le cose non vanno meglio per quanto attiene l’occupazione. La dinamica occupazione nel settore delle costruzioni in Piemonte tra il 2008 e il 2017 è, infatti, di – 24,1%, passando da 141 mila a 107 mila occupati. In particolare, a livello provinciale, Confartigianato Piemonte mette in evidenza che la flessione, oltre Biella (- 49,7%) abbia riguardato anche Torino (- 21,6%), Alessandria (- 37,2%), Asti (- 23,4%), Cuneo (- 13%), Novara (- 26,3%), Verbano-Cusio-Ossola (- 22,2%) e Vercelli (- 21,9%). Anche in questa graduatoria, purtroppo, Biella su aggiudica la maglia nera del Piemonte. «La lunga crisi che ha colpito il settore dell’edilizia – dice Cristiano Gatti, presidente di Confartigianato Biella – non concede tregua, e a farne le spese sono soprattutto i piccoli imprenditori e gli artigiani. Basta pensare che in Piemonte le imprese artigiane sono ben il 75,9% dell’intero comparto. Quindi crisi dell’edilizia vuol dire crisi dell’artigianato». Un giudizio che ritorna anche nelle parole di Luciano Gandolfo, presidente di Confartigianato Edilizia Piemonte. «Ciò che le associazioni di categoria chiedono al Governo – dice Gandolfo -, è una maggiore attenzione alle leve che potrebbero rilanciare il settore, come ad esempio maggiori investimenti nelle infrastrutture. Ad aggravare lo stato di salute dell’edilizia italiana contribuiscono gli scarsi investimenti nel settore pubblico e la bassa vivacità dell’edilizia civile. Unica nota lieta è data dalla ristrutturazione e riqualificazione energetica di immobili vecchi e in cattive condizioni».

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Bonus

La Legge di Bilancio 2019 ha confermato alcuni fra gli incentivi più utili alle piccole imprese e ai cittadini, tra i quali le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili, fino alle agevolazioni per la cura del verde. Nell’anno 2018, in Piemonte, sono stati investiti ben 2.877 milioni di euro, che sono stati portati in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi. «Sono norme che abbiamo fortemente sollecitato – conclude Gandolfo – perché determinano più lavoro per le imprese delle costruzioni, arredamento, manutenzione del verde, emersione di attività irregolari, tutela dell’ambiente, risparmio per le famiglie. La strada da seguire è quella di rendere permanenti e strutturali i bonus casa in questo modo si potrebbe tentare di rilanciare un comparto che stenta a vedere la luce fuori dal tunnel».

Giovanni Orso

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