Vigili del fuoco morti a Quargneto, i carabinieri di Alessandria hanno fermato il proprietario di casa con l’accusa di disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni volontarie.

Vigili del fuoco morti a Quargnento

I carabinieri di Alessandria hanno fermato Giovanni Vincenti, proprietario della casa esplosa a Quargnento la notte tra lunedì 4 e martedì 5 novembre. Le accuse a suo carico sono di disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni volontarie. Ecco quanto riporta il Giornale di Alessandria.

Le indagini

Vincenti era già stato ascoltato più volte dagli inquirenti nei giorni scorsi. E’ stato ascoltato di nuovo la notte scorsa. Attorno alle 21 di ieri sera però, l’avvocato Laura Mazzolini è arrivata in Procura con l’incarico di assistere Vincenti che è poi stato portato via attorno alle 3.15. Poco prima delle 2 il procuratore della Repubblica Enrico Cieri era uscito dalla caserma senza rilasciare dichiarazioni.

Il movente

Giovanni Vincenti è un imprenditore di 55 anni, da pochi anni era titolare di un sito web per l’organizzazione di viaggi. L’ipotesi è che l’uomo abbia tentato di frodare l’assicurazione per sanare i debiti dei quali già dai primi interrogatori avrebbe riferito ai carabinieri, facendo esplodere quella casa in vendita da tempo e che non riusciva a cedere. In passato Vincenti era stato proprietario di un maneggio poco distante dalla casa esplosa, attività già venduta da alcuni anni.

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Un errore

Vincenti sarebbe stato incastrato dal bugiardino del timer rinvenuto vicino all’innesco nella camera da letto. A quanto emerge sembra che l’uomo avrebbe programmato due esplosioni che però sarebbero dovute avvenire contemporaneamente ma che per un errore nella programmazione del timer siano scattate in due distinti momenti, provocando prima l’allarme ai vigili del fuoco e poi lo scoppio fatale nel quale i pompieri hanno perso la vita.

Le accuse

Ora Vincenti è accusato di disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni volontarie. Anche la moglie di Vincenti è indagata.

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