Suicidio o “aiuto”? i Ris cercano tracce dello sparo. Prima importante perizia per il caso della moglie indagata per il reato di “aiuto al suicidio”, per aver agevolato il marito sofferente a premere il grilletto di una semiautomatica, con il proiettile che, il 3 giugno scorso, è entrato nella tempia destra e lo ha ucciso.

L’indagata ha 70 anni

Indagata a 70 anni per aver dato a quell’uomo, di nove anni in più, una mano a porre fine alla sua vita, dopo averlo amato per quarant’anni, un percorso lunghissimo durante il quale marito e moglie hanno imparato a capirsi senza parlare, bastava uno sguardo, si sono amati e hanno condiviso tante passioni come quella, ad esempio, per le armi.

Domattina gli esami

Da domattina alle 9, i carabinieri del Ris, nei laboratori di via Parco Ducale a Parma, procederanno a quelli che in gergo vengono chiamati “accertamenti tecnici non ripetibili” tesi alla ricerca di residui di polvere da sparo su abiti e reperti vari sequestrati dai carabinieri in quella casa di Magnano dove si è consumata la tragedia.

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Nomina dei consulenti

L’avvocato Lucia Acconci difende la signora indagata per “aiuto al suicidio”, reato molto grave

L’avviso è stato inviato a tutte le parti in causa dal sostituto procuratore Maria Bambino che coordina le indagini. In tal modo si è data la possibilità alle persone in causa di nominare i propri consulenti tecnici. La signora indagata (difesa dall’avvocato Lucia Acconci) non ha nominato nessuno. Segno che si fida del lavoro di quegli esperti carabinieri.

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