Romeo, chef di risotti, sorrisi e umiltà. Il commovente ricordo di Mina Novello.

Romeo, chef

Sarà pur vero che l’abito non fa il monaco, ma una delle eccezioni al proverbio è stata per ben oltre mezzo secolo impersonata da Romeo: pantaloni sale e pepe, giacca bianca e grande, classico cappello da cuoco erano la sua divisa d’ordinanza che non abbandonava mai tant’è che le rare volte che l’ho incontrato senza la tenuta da lavoro ci è mancato un pelo che non lo riconoscessi: ad evitarmi un comportamento sgarbato arrivava il suo sorriso, inconfondibile pieno di calore e di amicizia.

Tartufi a Pertini

Come gran parte dei biellesi, ho conosciuto Romeo quando, durante un periodo lunghissimo, aveva in gestione il Circolo Sociale, di cui non era solo lo chef di cucina: Romeo “era” il Circolo Sociale. Nelle belle sale aveva servito personaggi di ogni calibro e di molti conosceva aneddoti curiosi, quello che amava ricordare spesso riguardava Pertini, il Presidente della repubblica ospitato per una cena ufficiale. Il menu della serata prevedeva in apertura un’insalata di ovoli e tartufi, sostituita per il Presidente, su espressa richiesta del suo medico personale, da minestrina in brodo. Nel momento in cui il cameriere gli posava il piatto davanti, data una rapida occhiata a quanto veniva contemporaneamente servito agli altri commensali, Pertini allontanò la minestrina e con voce imperiosa reclamò la sua porzione di funghi e tartufi di cui poco dopo richiese addirittura il bis sotto lo sguardo allarmato, ma impotente, del suo medico.

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Mina Novello

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