Rapina da “arancia meccanica”: scarcerati in due.

La decisione

«Appaiono illegittimi i presupposti per l’applicazione della misura cautelare». Con queste motivazioni, mancando i gravi indizi di colpevolezza per l’applicazione del provvedimento che aveva portato agli arresti, oggi, nel primo pomeriggio, il Tribunale del riesame di Torino ha disposto la scarcerazione di due dei tre giovani indicati dalla Procura di Biella e dai carabinieri, quali autori della brutale rapina avvenuta il 26 novembre scorso ai danni di due fratelli che abitano a Cossato. Si tratta di A.A., 21 anni, nato in Marocco e residente a Biella, accusato d’aver raccolto informazioni e organizzato il colpo a casa dei due fratelli, originari di Gattinara, e di Alessandro C., anche lui di Biella, indicato quale coautore della rapina. Sono entrambi difesi dagli avvocati Andrea e Cristian Conz.

L’avvocato Andrea Conz (sinistra) con il collega di studio Francesco Maimone

Resta dentro

Avendo intrapreso un percorso giudiziario differente (ha reso dichiarazioni nel corso dell’interrogatorio a differenza degli altri due indagati che si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere ed è stata chiesta la revoca oppure la modica della misura cautelare direttamente al giudice che ha firmato il provvedimento), resta ancora in “custodia cautelare” uno solo dei tre giovani indagati, Robert I.P., 22 anni, rumeno, di Biella (avvocato Marco Romanello), che non potrà più rivolgersi al Tribunale del riesame bensì fare appello avverso il provvedimento con i tempi che, a conti fatti, si faranno ovviamente più lunghi.

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L’avvocato Marco Romanello difende uno dei tre indagati

Rapina brutale

Si fanno a questo punto più nebulose le accuse, che parevano in realtà blindate, nei confronti dei tre.
La rapina è stata brutale, drammatica, roba da “arancia meccanica” e da anni di galera, con i coltelli puntati alla gola e le minacce pesanti, di morte, di quelle che in certe situazioni tendono a terrorizzare le vittime. Come in questo caso. I due fratelli che abitano a Cossato e che sono stati rapinati da tre individui nel loro appartamento, aveva conosciuto uno dei tre presunti banditi partecipando a un videogioco online. Una conoscenza superficiale che – stando ad accuse che si sono fatte ora meno solide – sarebbe bastata ad A.A. a raccogliere informazioni e a organizzare il colpo a casa dei due fratelli, originari di Gattinara, con l’aiuto dei due presunti complici.

La refurtiva

I rapinatori, dopo aver rovistato nell’appartamento, si sono impossessati di cento euro in contanti, due cellulari, vestiti vari, una play Station Xbox, una macchinetta da caffè marca Lavazza ed un trolley con il quale hanno portato via la refurtiva. Dopo di che, non prima d’avere aggiunto altre pesanti minacce, i tre si sono allontanati.