Oggi inizia il processo

Processo a Jonathan Maldonato: 60 testimoni e udienze fino al 2024

Deciso l'ascolto protetto di Soukaina El Basri e dei figli, mentre il dibattimento sarà pubblico.

Processo a Jonathan Maldonato: 60 testimoni e udienze fino al 2024

È iniziato questa mattina presso il Tribunale di Biella il procedimento contro Jonathan Maldonato, assente in aula, accusato di aver ferito la moglie, l’ex influencer Soukaina El Basri, nota sui social con il nome di “Siu”. L’udienza di oggi ha avuto un carattere prevalentemente organizzativo, finalizzata a definire il percorso del dibattimento, che si protrarrà per gran parte dell’anno in corso e di quello successivo. La complessità del caso è emersa subito, dato che sono stati indicati circa 60 testimoni, oltre a periti e consulenti tecnici.

Tempistiche del processo

La quantità di prove e il numero elevato di testimoni hanno portato il Tribunale a pianificare una serie di udienze che accompagneranno il caso per buona parte del prossimo anno. Prima dell’avvio dell’istruttoria vera e propria, sarà nominato un perito per analizzare le intercettazioni ambientali raccolte durante le indagini. Solo dopo questo passaggio si procederà all’esame dei testimoni. La prima udienza, prevista per gennaio del prossimo anno, sarà dedicata alla testimonianza di Soukaina El Basri: un momento cruciale per l’andamento del processo, in quanto le sue dichiarazioni potrebbero influenzare significativamente le decisioni del tribunale riguardo al destino di Maldonato. Seguiranno le testimonianze degli investigatori e degli altri testimoni indicati dalle parti.

Richieste delle parti coinvolte

Tra le richieste avanzate dal Pubblico ministero c’è quella di sentire i figli minori della coppia con modalità protette, utilizzando un paravento. L’avvocato Vittorio Maria Rossini, legale di Soukaina El Basri come parte civile, ha chiesto che la donna venga ascoltata con tutele particolari, data la sua condizione di vulnerabilità, e ha proposto di celebrare il dibattimento a porte chiuse. La difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanna Barbotto e Massimo Pozzo, ha invece richiesto l’audizione dei propri testimoni e consulenti tecnici.

Decisione del Tribunale

Il collegio giudicante ha accolto la richiesta di ascoltare Soukaina El Basri e i figli con l’ausilio del paravento, ritenendo non giustificata la celebrazione del processo a porte chiuse. Questa decisione consente di tutelare la donna durante la deposizione, mantenendo al contempo la pubblicità del dibattimento come previsto dalla legge.

Ricostruzione del caso

La vicenda ha avuto inizio il 16 maggio 2024, quando Soukaina El Basri è stata soccorsa nella loro abitazione a Chiavazza con una grave ferita al torace. Dopo un primo ricovero a Biella, è stata trasferita a Novara, dove è rimasta in coma farmacologico per diverse settimane. Secondo l’accusa della Procura di Biella, non si sarebbe trattato di un incidente domestico né di un gesto anticonservativo, bensì di un’aggressione avvenuta al termine di un litigio. Maldonato deve rispondere di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e violazione dei sigilli. La difesa ha sempre negato le accuse, proponendo una ricostruzione alternativa dei fatti e sottolineando come sia stato lo stesso Maldonato a chiamare i soccorsi. Sarà ora il processo a stabilire quale delle due versioni verrà avvalorata dal Tribunale.