Omicidio Baglioni, il delitto di Pralungo. 

Omicidio Baglioni, assassino ha confessato

E’ stato ucciso dal vicino di casa che voleva derubarlo. Il ladro è entrato in quell’abitazione di notte. Cercava soldi e oro. Ma quando il padrone di casa si è svegliato e forse lo ha riconosciuto, ha preso la decisione più drastica e terribile che gli è passata per la mente: gli ha spaccato la testa con il piede di porco che aveva con sé. Lo ha picchiato una, due volte, mentre l’anziano allungava le mani verso di lui per difendersi. Poi ha finito ciò che si era prefissato. Ha rubato oggetti in oro e soldi. E si è allontanato. Ma non ha portato con sé l’arma del delitto e la refurtiva. Ha gettato tutto lungo una ripa scoscesa che finisce nel torrente Oropa.

 

Tutto da un bancomat

E’ questa la dinamica di un delitto che ha sconvolto Pralungo, un paese già segnato dall’omicidio di Erika Preti in Sardegna per mano del fidanzato. La vittima è un pensionato di 90 anni, Secondo Baglione, in pensione, che si è trasferito a Pralungo una ventina d’anni fa. Persona distinta, sempre ben vestito, che aveva ristrutturato un rustico in regione Malavecchia. L’omicida, scoperto dalla Squadra mobile della polizia al termine di una indagine vecchio stampo basata molto sulle incredibili capacità investigative dei poliziotti coordinati dal commissario capo, Marika Viscovo, dovrebbe essere il vicino di casa, Lorenzo Osella, 36 anni, ex titolare di un’impresa edile artigiana con sede proprio in regione Malavecchia, attualmente disoccupato, già noto alla giustizia. In quella frazione, dall’altra parte del cortile della casa del delitto, abitavano i suoi genitori ed è lì che la polizia ieri lo ha trovato. Ed è in quell’appartamento che gli agenti della Squadra mobile hanno trovato alcuni oggetti rubati nella casa dell’anziano oltre a capi d’abbigliamento e un profumo acquistati con il bancomat che il presunto omicida aveva rubato nella stessa casa in un precedente furto avvenuto il 19 settembre.

Sottoposto a fermo

L’uomo è stato sottoposto ieri pomeriggio a fermo di indiziato di delitto. Già in Questura avrebbe iniziato a raccontare qualcosa del delitto. Messo alle strette dagli stessi investigatori della polizia che avevano raccolto una serie infinita di elementi che lo incastravano, l’indagato ha quindi fatto ritrovare l’arma utilizzata per uccidere lungo la ripa che scende verso l’Oropa. Ieri nel tardo pomeriggio, a Pralungo, in quella ripa, si sono recati gli specialisti della Polizia Scientifica. Ieri sera è stato interrogato in modo ufficiale davanti al Pubblico ministero Federico Carrai e al procuratore capo, Teresa Angela Camelio. Era in compagnia del suo difensore, avvocato Franco Giardino Roch.

Testa spaccata

Le indagini sono iniziate otto giorni dopo che l’anziano era stato ucciso. Baglione viveva solo e l’intervento dei Vigili del fuoco e della polizia è avvenuto solo quando i vicini di casa, allarmati per non averlo visto da giorni, hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. L’anziano era riverso nel letto con un grumo di sangue accanto alla testa. I poliziotti devono aver capito subito che in quella morte c’era qualcosa di poco chiaro anche se il medico legale non si è sbilanciato e nonostante in casa fosse tutto in ordine. Il giorno dopo, con l’autopsia, le prime certezze hanno preso il posto dei tanti dubbi: il pensionato, persona stimata e benvoluta da tutti, sempre cordiale e distinto nei modi, era stato assassinato, qualcuno gli aveva spaccato la testa con – in gergo – un “oggetto contundente”.

Leggi anche:  In farmacia con ricetta falsa, denunciato

Profumo porta guai

Grazie al bancomat rubato a metà settembre sempre dalla stessa persona e ai controlli incrociati, i poliziotti sono riusciti a risalire a Lorenzo Osella che aveva fatto degli acquisti a Genova e aveva dormito in un hotel di Sanpierdarena. Da un profumo Chanel da uomo, i poliziotti haNno fatto “13”. Hasnno inviato una comunicazione alle profumerie di Biella chiedendo se nelle tessere personali vi fosse anche il biellese che aveva dormnito nell’hotel genovese. Dopo poche ore è arrivata una risposta affermativa. Lo stesso uomo aveva acquistato lo stesso prufumo nel mese di marzo in una profumeria cittadina. A quel punto i poliziotti della Mobile sono andati a colpo sicuro.

La conferenza

I contorni delle indagini sono stati resi noti oggi in una conferenza stampa nell’ufficio del Procuratore capo. Il merito va comunque agli uomini della Squadra mobile. Sarebbe stata l’intuizione di questi investigatori coi fiocchi dalla grande esperienza, a far puntare i riflettori sul vicino di casa. Raccolti gli elementi, ieri nel primo pomeriggio i poliziotti si sono recati a Pralungo e hanno sottoposto l’artigiano a fermo di indiziato di delitto dopo avergli perquisito la casa e aver trovato altri elementi probatori. Portato in Questura e messo alle strette, l’uomo avrebbe alla fine iniziato a confermare.

Valter Caneparo