Morto alla Sasil, in due chiedono di patteggiare. Il medico vuole l’abbreviato, il legale del datore di lavoro chiede il proscioglimento.

Morto alla Sasil

Altra udienza ed ennesimo rinvio del processo per omicidio colposo per la morte dell’operaio Franco Rosetta avvenuta il 1° ottobre del 2016, durante un turno da caposquadra, alla Sasil di Brusnengo. Dopo aver sentito i difensori e le loro richieste, il giudice dell’udienza preliminare, Paola Rava, ha disposto un rinvio al prossimo 11 settembre.

Imputati

Gli imputati sono il proprietario dello stabilimento, Lodovico Ramon, 69 anni, di Brusnengo, accusato tra l’altro di numerose violazioni delle misure di sicurezza. E’ rappresentato dall’avvocato Milani di Torino e ha chiesto di poter patteggiare una pena intorno a un anno di reclusione. C’è poi Alberto Buratti, 57 anni, di Montemagno (Asti), individuato come datore di lavoro con funzioni di controllo, verifica e prevenzione in materia di tutela della sicurezza e della salute sul lavoro. E’ difeso dall’avvocato Trinchero di Torino che ha chiesto per il suo cliente il “non luogo a procedere”. Di contro, la Procura, ha chiesto per l’imputato il rinvio a giudizio e quindi il processo.
Sul banco degli imputati c’è poi Edoardo Poletti, 66 anni, di Biella. Al momento dell’incidente mortale in fabbrica, era il responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale. Anche lui è difeso dall’avvocato Milani e ha chiesto di poter patteggiare una pena nell’ordine di un anno di reclusione.
Quarto imputato è Andrea Castiglioni, 58 anni, di Genova, difeso dall’avvocato biellese Giovanni Bonino. Era il medico competente al momento della tragedia. Il suo legale ha discusso l’abbreviato così come l’avvocato Umberto Caldarera di Novara che rappresenta la Sasil Spa con sede a Brusnengo, in persona del legale rappresentate Sabrina Bozzola, 52 anni, di Novara.

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