Malore al seggio, anziano salvato dal poliziotto. Gli ha praticato il massaggio cardiaco per quasi un quarto d’ora, fino all’arrivo dell’ambulanza con a bordo l’equipe medica.

Malore al seggio: i fatti

Così Guido Xillo, poliziotto della questura di Biella, domenica mattina ha salvato una vita, quella di un pensionato di 85 anni che, mentre stava andando a votare insieme al figlio, ha avuto un infarto proprio fuori dal seggio elettorale di Tollegno. Il poliziotto biellese ha compiuto un gesto incredibile, ma non si sente un eroe: «Ho solo fatto il mio dovere» dice.

Chi è il poliziotto eroe

Guido Xillo, 50 anni tondi tondi, da 29 in servizio a Biella, lavora all’ufficio logistico con il grado di assistente capo coordinatore. Xillo è un poliziotto d’altri tempi, da sempre consapevole dell’importanza che riveste indossare quella divisa. Sempre disponibile, ha un curriculum che vanta 21 anni di servizio nella sezione di Polizia stradale. Forse proprio quell’esperienza lo ha reso il poliziotto che è oggi: una persona esperta, in grado di affrontare qualsiasi tipo di situazione, anche circostanze delicate che renderebbero incapace di reagire qualsiasi altra persona.

Il soccorso

Domenica mattina l’assistente capo Xillo era di vigilanza al seggio allestito nelle scuole di Tollegno, in via Garibaldi.

«Erano le 9.45 – racconta – era appena arrivato il funzionario di turno a verificare che tutto stesse procedendo per il meglio. Eravamo nella scuola, quando abbiamo sentito delle urla provenire dall’esterno: qualcuno gridava chiedendo aiuto». Il poliziotto biellese è uscito dalla struttura di corsa, insieme ai colleghi: «Fuori – racconta – c’era un uomo che aveva appena parcheggiato l’auto nel posto riservato ai disabili. Mentre quell’uomo aiutava l’anziano papà a scendere dalla vettura, quest’ultimo si è sentito male. Quando li abbiamo raggiunti l’anziano aveva già perso i sensi e il figlio era molto agitato: chiedeva aiuto, urlava».

Salvato da due eroi

L’assistente capo è subito entrato in azione: «Ho aiutato quell’uomo a sorreggere il papà e lo abbiamo seduto su una sedia».
La fortuna ha voluto che, proprio in quegli istanti, arrivasse al seggio anche un’infermiera: «Abbiamo chiamato il numero d’emergenza 118 e abbiamo messo il telefono in viva voce. Intanto ho controllato la carotide: purtroppo non c’erano segni di battito cardiaco. Abbiamo descritto i sintomi all’operatore del 118, è stato lui a consigliarci di praticare il massaggio cardiaco. Abbiamo disteso l’uomo a terra, su una coperta. L’infermiera ha iniziato a comprimere il torace di quell’uomo sempre con lo stesso ritmo. Dopo un minuto le ho dato il cambio».
La pratica del massaggio cardiaco non è semplice, ma il poliziotto biellese è preparato: «Siamo istruiti a riguardo – spiega – ho seguito diversi corsi di primo soccorso, intervenire in aiuto dei cittadini è uno dei compiti prioritari di un poliziotto».
Al pensionato sono state praticate le compressioni per circa un quarto d’ora.

«L’infermiera si è fatta portare il defibrillatore in dotazione nell’oratorio – racconta ancora – abbiamo applicato le placche adesive al petto di quell’uomo, ma la voce guida ha indicato che la rianimazione andava proseguita manualmente».

Lieto fine

Il poliziotto biellese e l’infermiera si sono alternati a lungo, fino all’arrivo dell’ambulanza. Quando il personale sanitario ha preso in consegna il paziente, il suo cuore aveva ripreso a battere. L’anziano è stato portato in ospedale, dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Nel pomeriggio il figlio dell’uomo è tornato ai seggi per ringraziare l’assistente capo Xillo: «Mi ha detto – conclude il poliziotto biellese – che senza il mio intervento il padre sarebbe morto. Non mi era mai successo, prima d’ora, di dover rianimare una persona. In quei momenti mantenere la calma è fondamentale».

Leggi anche:  Arrestati per la rapina dei trapani alla Obi

Shama Ciocchetti