Guardapesca e caccia armati anti-bracconieri.

Dal Consiglio provinciale

Potranno prestare servizio armati gli agenti provinciali che si occupano di caccia e pesca ai quali è riconosciuta la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Lo ha deciso il Consiglio provinciale presieduto da Emanuele Ramella Pralungo. Il Consiglio ha votato all’unanimità: otto voti tra i presenti e i votanti, espressi in forma palese, degli undici consiglieri (presenti il presidente Ramella Pralungo e i consiglieri Filippo Maria Baù, Renzo Belossi, Riccardo Bresciani, Vincenzo Ferraris, Alessio Maggia, Enrico Moggio e Michele Mosca, assenti Federico Maio, Gian Luca Marton e Paolo Rizzo).

Modifica del regolamento

Per il momento dovrebbero pertanto poter utilizzare le armi quattro agenti provinciali durante il servizio e per compiti di istituto. E’ stato pertanto deliberato di modificare il Regolamento provinciale concernente l’armamento degli appartenenti al servizio di vigilanza ittico-venatoria (la foto è di repertorio). E’ stato pertanto stabilito che, ai fini della custodia delle armi in dotazione, poiché il loro numero è inferiore alle quindici unità, non sarà necessaria un’armeria, ma verranno custodite in un locale idoneo chiuse in cassaforte o in armadi blindati.

Il dirigente Mosca

Il Consiglio provinciale avrebbe preso atto della preoccupazione di alcuni agenti provinciali ittico-venatori, protagonisti di episodi pericolosi. Sulla questione ha relazionato il Dirigente provinciale, Giorgio Mosca: «Alcune guardie – ha precisato – si sono trovate a contatto di bracconieri, situazioni rispetto alle quali era meglio avere in dotazione una pistola. Mentre altri dipendenti hanno manifestato perplessità in merito alla disponibilità di una pistola, che comporta la totale responsabilità sulla stessa. Stiamo verificando le condizioni di legge in merito all’assegnazione nominativa dell’arma. Lasciamo aperta questa possibilità che, nel caso le situazioni di rischio si evolvano, si concretizzerà con un provvedimento che riguarderà tutte le guardie. Abbiamo inoltre apportato modifiche formali al regolamento, prevedendo come consegnatario dell’armeria delle guardie il responsabile del servizio caccia e pesca».

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Alcuni casi

Nonostante la provincia di Biella non sia così ambita dai bracconieri come altri territori, la possibilità di imbattersi in elementi poco raccomandabili, magari armati e senza scrupoli, non è così remota, sia sulle sponde di un corso d’acqua o di un bacino oppure in un bosco. Già lo scorso anno, ad esempio, nel contesto di due servizi anti-bracconaggio, le guardie ittiche, in questo caso volontarie, si erano trovate a tu per tu in due occasioni con bracconieri che stavano depredando il Lago di Viverone. Con loro, però, c’erano anche i carabinieri di Cavaglià e quelli Forestali. Alla fine erano stati denunciati dei rumeni e dei moldavi che utilizzavano le reti per pescare.

V.Ca.