Forno degli orrori, a processo i dirigenti.

Non avrebbero controllato la Socrebi

Memorie difensive e interrogatori non hanno convinto la Procura ad archiviare la posizione dei due dirigenti comunali coinvolti in un’inchiesta parallela dello scandalo del forno degli orrori dove, per risparmiare e accumulare soldi, venivano bruciate anche due o tre bare insieme oppure venivano aperte le bare di zinco per poi rovesciare i poveri resti in contenitori di cartone che venivano bruciati sempre per risparmiare tempo, energia e, di conseguenza, denaro.

Il processo

Il procuratore capo, Teresa Angela Camelio, ha chiuso le indagini e disposto il decreto di citazione a giudizio nei confronti degli architetti Graziano Patergnani e Raffaella Penna, dirigenti rispettivamente del settore cimiteri e giardini-arredi urbani. Il giudice, in composizione monocratica, dovrà ora fissare l’inizio del processo. Il reato ipotizzato nei loro confronti è quello dell’omissione d’atti d’ufficio in relazione alla gestione del forno crematorio perché non avrebbero controllato l’attività che si svolgeva all’interno della struttura e, in particolare, nei confronti della Socrebi, la società che ha in gestione l’impianto per 25 anni.

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Il servizio completo di Valter Caneparo in edicola oggi su Eco di Biella

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