Forno crematorio, inchiesta dell’ ispettorato del lavoro Scoperti dai carabinieri lavoratori in nero e tirocini non regolari. Emesse ammende salate, già saldate. I reati sono dunque da considerarsi già estinti.

Forno crematorio, nuovi guai

Lavoratori in nero, tirocini irregolari, ma non solo. E’ quanto emerso al termine  di un complesso accertamento ispettivo in materia di lavoro nei confronti della Socrebi (la società che gestisce il forno crematorio di Biella) e dell’agenzia di Onoranze Funebri Ravetti.

L’indagine

Stando a quanto accertato dai carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro di Biella e dal personale della locale direzione dell’Inps, coordinati dal procuratore Teresa Angela Camelio, in alcune circostanze le due società si sono “scambiate” i lavoratori in base alle rispettive esigenze: «Una condotta  – spiegano i carabinieri del Nil –  che punisce sia il soggetto che “presta” i propri lavoratori, sia chi li utilizza». Inoltre, così facendo, le due aziende hanno violato le norme previste in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in quanto nessuno di loro era stato adeguatamente formato e sottoposto alle visite mediche previste, né era stata effettuata una valutazione dei rischi connessi alle attività da loro svolte.

Le sanzioni

A carico di Socrebi e Onoranze funebri Ravetti sono state poi contestate diverse sanzioni amministrative inerenti alla legislazione sociale. In particolare, sempre stando a quanto accertato dai militari,  entrambe le società disponevano di impiegati che lavoravano periodicamente “in nero”: tre alla Socrebi e due all’impresa di pompe funebri. Cinque tirocini, tre alla Socrebi e due alla Ravetti, sono stati invece ritenuti irregolari. Per questo motivo le due aziende hanno dovuto regolarizzare tali rapporti di lavoro. Altre irregolarità sono state riscontrate sulla registrazione delle ore lavorate sulle buste paga dei dipendenti di entrambe le società, mentre solo per i lavoratori della Socrebi era stato superato il monte ore annuale di straordinario.

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Complessivamente, le violazioni di rilevanza penale sono state contestate con un’ammenda di 19.683 euro per la società che gestisce del forno crematorio e 18.193 euro per l’impresa funebre. Le sanzioni amministrative ammontano invece a 10.773 euro per la prima e 9.182 euro per la seconda. Infine, il recupero dei contributi operato dall’Inps risulta di 25.206 euro per la Socrebi e di 22.663 per l’agenzia Ravetti. Il pagamento dei dovuti contributi e delle ammende entro i termini di legge comporta l’archiviazione del procedimento. Va precisato che i reati sono già stati estinti: entrambe le società hanno già provveduto al pagamento delle ammende.

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