Botte e insulti alla moglie: marito violento patteggia 23 mesi.

La condanna

Accusato d’aver cagionato alla amoglie delle «pessime condizioni di vita» – come scrive il Pubblico inistero – un uomo di 35 anni che abita a Ponderano, ha patteggiato ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare, Arianna Pisano, una pena di un anno e undici mesi di reclusione con la condizionale. Era difeso dall’avvocato Giorgio Triban.

Le accuse pesanti

Secondo il capo d’accusa, l’imputato, anche alla presenza del figlio minore, avrebbe inflitto gravi sofferenze fisiche e psichiche alla consorte. L’avrebbe in primis picchiata in numerose occasioni sferrandole dei pugni. Le avrebbe tirato della calzature in faccia, in un caso, per averla colpita con uno zoccolo in pieno viso, la prognosi era risultata di otto giorni. Gli insulti erano poi all’ordine del giorno. In un caso l’uomo avrebbe minacciato la moglie brandendo un coltello da cucina e puntandolo verso di lei avrebbe urlato: «Ti uccido, bastarda».

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Danni alla casa

Avrebbe inotre sradicato un lavandino, rovesciato il tavolo della cucina e, in evidente stato di ubriachezza, avrebbe rotto delle bottiglie di birra scagliandole contro il muro. Avrebbe inoltre distrutto altri mobili e altri oggetti utili come tostapane e macchina per l’aerosol. I fatti si sarebbero verificati sino al 29 luglio dell’anno scorso.
V.Ca.

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