Botte al gestore dell’Alba, ora si indaga. Del caso se ne stanno occupando la Procura e i carabinieri: «Fatto gravissimo».

Botte al gestore dell’Alba

Per i ricatti, le minacce e l’aggressione di cui è rimasto vittima un paio di settimane fa il nuovo gestore della piscina Alba Marina di Valdengo, starebbero indagando nientemeno che i carabinieri del Reparto operativo provinciale coordinati direttamente dal Procuratore della Repubblica. Avrebbero così finalmente trovato pane per i loro denti i sedicenti boss legati a famiglie dai cognomi noti a Biella, con le fedine penali tutt’altro che immacolate, che si sentono sempre più forti quando si trovano davanti chi si lascia intimorire, come esseri infestanti che dilagano non avendo nemici naturali da affrontare. Ora li avrebbero trovati.

Indagini

I termini delle indagini non si conoscono in quanto sia il procuratore, Teresa Angelo Camelio, sia il comandante dell’élite degli investigatori dell’Arma, maggiore Massimo Colazzo, mantengono sulla vicenda uno stretto riserbo. «E’ un fatto gravissimo», si è solo lasciato sfuggire il Procuratore.

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Lesioni

Il gestore – molto conosciuto ed esperto nel settore per essersi già occupato in passato di altre gestioni tra cui l’impianto di Lessona – quel giorno è stato portato in ospedale in ambulanza e ha riportato lesioni di una ventina di giorni di prognosi per i calci e i pugni che è stato costretto a sopportare davanti all’ingresso della piscina. Dietro a quell’aggressione da vigliacchi, ci sarebbero ricatti, minacce, atteggiamenti da boss, atti intimidatori, tentativi di estorcere qualsiasi cosa, da un abbonamento gratuito per la stagione estiva per un’intera famiglia passando da un posto di lavoro da guardiano.