«Ti faccio vedere come muore una persona». Con queste parole un giovane di 22 anni, originario di Biella, ha minacciato la sua ex compagna prima di strangolarla nel bagno della loro abitazione. In preda al terrore e sentendo il suo corpo perdere conoscenza, la giovane ha invocato la madre, ma lui ha risposto: «Chi sta per morire chiama mamma», continuando a stringere la presa. Fortunatamente, la donna è riuscita a sopravvivere a questa aggressione, che è solo una delle molte ricostruite durante il processo culminato giovedì scorso nel Tribunale di Biella.
Il tribunale ha condannato il giovane a otto anni di reclusione per maltrattamenti, lesioni aggravate e violenza sessuale, accogliendo integralmente la richiesta del pubblico ministero Vittoria Petralia. Durante la requisitoria, il PM aveva chiesto questa pena, nonostante l’imputato, difeso dall’avvocato Stefania Ascoli, abbia sempre negato ogni accusa.
In edicola su Eco di Biella l’articolo completo