Bambini maltrattati: quattro maestre a processo.

 

Hanno chiesto di essere giudicate con rito abbreviato, con la decisione sulla fondatezza o meno dell’imputazione che verrà quindi presa nel corso dell’udienza preliminare anziché durante il dibattimento, le quattro maestre finite sul registro degli indagati con l’accusa di aver maltrattato alcun bambini, di età compresa fra i tre e i cinque anni, all’asilo di Strona. Il capo d’imputazione è corposo.

Le accuse

Gli episodi contestati sono parecchi. E’ bene però chiarire che, nelle accuse, non si parla di episodi collegabili ad abusi e violenze, bensì di fatti di minore entità ma pur sempre – per gli inquirenti – tali da superare il confine del lecito. Vengono descritti comportamenti, frasi e gesti delle maestre inseriti in un contesto educativo quantomeno discutibile. Si parla di tirate d’orecchi, di metodi poco ortodossi di far sedere i bambini un po’ discoli sulla sedia oppure per farli tacere. Si parla di insulti (tipo cretino o maiale o somaro o bestie o animali), di pizzicotti sulle braccia oppure di leggeri pugni sulla testa o colpi sempre sulla testa con un quaderno. Si parla di strattoni e di spinte, di frasi minacciose e di continue umiliazioni. In un caso, per colpa di una spinta, un bimbo avrebbe sbattuto il volto contro un rubinetto riportando una ferita per fortuna non grave.

Abbreviato

Durante l’udienza del prossimo 20 marzo, il giudice formalizzerà l’istanza di giudizio abbreviato che può essere di due tipologie, quello “semplice” in cui il giudice decide tendenzialmente allo stato degli atti e quello “condizionato” con la possibilità di sentire eventuali testimoni e assumere prove necessarie a poter decidere.
Appare chiaro che il difensore delle quattro maestre, avvocato Alessandra Guarini (che si trincera dietro a frasi del tipo: «In questa fase preferisco non aggiungere commenti»), intenda farsi forza dell’ordinanza con la quale poco più di due anni fa il giudice delle indagini preliminari, Claudio Passerini, aveva respinto la richiesta di sospensione dal lavoro delle insegnanti avanzata dalla Procura. Il giudice aveva visionato i filmati (registrati dalle microcamere piazzate dai carabinieri in punti strategici dell’asilo) e sentito le maestre che avevano fornito una personale ricostruzione di quanto veniva loro contestato che cozzava in toto rispetto a quanto ricostruito dagli investigatori. Nella sua ordinanza, il giudice aveva pertanto rimarcato una diversa visione rispetto a quella della Procura.

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Chi sono

Le quattro maestre (per una quinta era stata disposta l’archiviazione) hanno tutte una notevole esperienza. Nessuna di loro avrebbe mai avuto in passato anche solo un piccolo richiamo per comportamenti non conformi. Una abita a Lessona, una a Mosso, una a Mezzana e una a Gallicano, nel Lazio. Una di loro dovrebbe ancora lavorare nella stessa sede, una è andata in pensione, le altre due sono state trasferite in altri istituti.
Le possibili “parti offese” sarebbero le famiglie dei bambini che avrebbero sopportato i presunti maltrattamenti. Il caso appare parecchio delicato e il condizionale è d’obbligo. Essere indagati o imputati – è bene precisarlo per la tutela delle persone coinvolte che avranno tutto il tempo e la possibilità di difendersi – non significa essere condannati. E’ da escludere inoltre un contesto di violenza ripetuta: l’asilo di Strona continua a rappresentare un punto di riferimento importante per tutta la valle e non di certo una sorta di “scuola degli orrori”.