Arrestati 12 capi ultrà Juve, perquisizioni anche a Biella. L’annuncio questa mattina poco dopo le 7 dalla Polizia di Stato che in un tweet: “#Digos di Torino sta eseguendo 12 misure cautelari nei confronti dei capi e dei principali referenti di alcune frange ultrà della Juventus”.

Arrestati 12 capi ultrà Juve

Ha toccato anche Biella la maxi inchiesta della della Digos di Torino  “Last Banner”, che ha fatto finire in manette una dozzina tra capi dei “Drughi”, dei “Tradizione”, dei “Viking” e del “Nucleo 1985”, ora accusati di aver fatto un accordo per mantenere il “controllo militare” della curva bianconera.

Secondo gli inquirenti, i capi di questi gruppi avevano formato una vera e propria associazione a delinquere che ricattava esponenti della Juventus per cercare di avere biglietti agevolati da poi rivendere alle partite dell’Allianz Stadium e poter così gestire il bagarinaggio.

Gli arrestati

Il biellese coinvolto nell’indagine “last banner” è un uomo di 45 anni  residente in provincia. Appartiene al gruppo ultras dei “Drughi”, di cui è uno storico appartenente . È stato indagato per concorso in violenza privata, continuata e aggravata per le condotte tenute specialmente nella scorsa stagione. È stato anche sottoposto a daspo per 4 anni.

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Tra i 12 arrestati ci sono anche il capo assoluto dei “Drughi”, Dino Mocciola, già finito in carcere all’inizio degli anni Novanta per aver ucciso un carabiniere durante una rapina e considerato uno dei responsabili delle infiltrazioni dell’ndrangheta in curva, il suo braccio destro, Salvatore Cava e il leader dei “Tradizione” Umberto Toia”. Tutti i 12 arrestati sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

Perquisizioni anche a Biella

Da questa mattina sono in corso altre 39 perquisizioni a Biella, Alessandria, Asti, Como, Savona, Milano, Genova, Pescara, La Spezia, L’Aquila, Firenze, Mantova, Monza e Bergamo. Sono coordinate dalla direzione centrale della polizia di prevenzione e con la collaborazione delle sezioni Digos delle varie province.

L’inchiesta

Le indagini erano partite alla fine del campionato 2017/2018, a seguito di una denuncia sporta da parte della società che aveva da poco interrotto alcuni privilegi concessi ai capi ultrà scatenando le reazioni delle tifoserie che avevano cercato di ripristinare la propria posizione di forza. L’inchiesta “last Banner” è inoltre legata ad un’altra operazione condotta dalla mobile di Torino che aveva portato a scoprire infiltrazioni magiose dell’ndrangheta in curva.

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