Via l’Imu su capannoni sfitti, sindaci divisi.

La proposta di “Canton Biellese” per l’eliminazione dell’Imu dai capannoni sfitti trova terreno fertile in un territorio alle prese con circa 600.000 metri quadrati di superfici coperte lorde dismesse, escludendo quelle di dimensioni ridotte sotto ai 1500 mq (fonte Uib). Tanti Comuni ospitano aree abbandonate difficili anche solo da affittare. È il caso di Verrone e Coggiola.

Cosa succede

Per Cinzia Bossi, sindaco di Verrone (che applica la tariffa minima dello 0,76%, tassa che dunque finisce interamente allo Stato, ndr) in attesa di dialogare con l’azienda cinese Xinao che apre la sua sede europea proprio nel paese alle porte del capoluogo, l’Imu sui capannoni sfitti non è così semplice da eliminare: «Non so quanto lo Stato abbia “voglia” di disfarsene visto che incassa buona parte degli introiti. Capisco che è difficoltoso pagare una tassa per un edificio inutilizzato, ma i proprietari dovrebbero affittare a prezzi più bassi. Invece so che qualcuno ha cercato di farlo a cifre proibitive. Certamente Verrone paga la crisi del passato, abbiamo alcune aree a destinazione commerciale lungo la Trossi che hanno chiuso ma in paese ci sono ancora tante attività. Qualcosa si sta muovendo a Gaglianico, mi auguro che anche l’arrivo dell’azienda cinese smuova il sistema produttivo».

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“Tocca ai parlamentari biellesi”

Coggiola ha vissuto la chiusura di due storiche aziende come Bozzalla&Lesna e l’ex Fila, le cui decine di aste per la vendita sono andate deserte. Oggi i due complessi sono in uno stato di abbandono: «Il problema non è solo dei proprietari ma anche dei Comuni – afferma il sindaco Gianluca Foglia Barbisin – non so se c’è spazio per uno sgravio economico ma bisognerebbe veicolare queste risorse per il recupero delle aree. Eliminare completamente la tassa? Certamente non è possibile paragonarla all’attività attuale ma si tratta, nel nostro caso, di entrate importanti per le casse comunali». L’aliquota Imu sui capannoni in paese è di 8,60 per mille di cui 7,60 va allo Stato. Foglia Barbisin chiede l’intervento dei parlamentari biellesi sulla questione: «Si deve immaginare cosa fare di questi stabilimenti. Qualcuno lo possiamo trasformare in modo egregio come è capitato a Biella con eventi culturali ma l’argomento deve essere portato sui tavoli politici di un ente superiore».

Lorenzo Lucon