Vaccini, in mille non sono ancora in regola. L’Asl ha preso a campione soggetti da 0 a 16 anni in vista dell’inizio della scuola.

Vaccini, ecco la situazione

L’inizio dell’anno scolastico è sempre più vicino, ma ancora non si sa con certezza quale dovrà essere il comportamento dei Dirigenti scolastici nei confronti dei bambini non vaccinati. Tutto ruota attorno al decreto Milleproroghe (91/2018) che, fino a ieri pomeriggio, conteneva al suo interno lo slittamento delle sanzioni per chi viola l’obbligo al 2019/2020 e la possibilità di iscriversi presentando un’autocertificazione.

Il dietrofront del Governo

Ieri pomeriggio il Governo in commissione sanità ha comunicato che ritirerà il comma 3-octie dell’art. 6, lasciando di fatto in vigore il divieto di iscrizione per i bambini non vaccinati previsto dalla legge Lorenzin. Mentre si attende il passaggio del Decreto alla Camera (termine di scadenza il 23 settembre, ma presumibilmente sarà discusso l’11) attualmente sono due le regole effettive per l’iscrizione alle scuole materne ed elementari. La circolare a doppia firma Salute-Istruzione emanata lo scorso 5 luglio che consente agli istituti scolastici di accettare le iscrizioni anche con autocertificazioni e la nota della Regione Piemonte che, mettendosi di traverso rispetto all’orientamento del Governo (questo fino alla novità di ieri) aveva sì accettato la possibilità di iscrizione con autocertificazione (la mancanza dei certificati «non comporterà la decadenza dell’iscrizione e i minorenni potranno ugualmente frequentare dal momento in cui esibiranno la documentazione richiesta), aggiungendo però che «l’appuntamento vaccinale non dovrà avere data successiva al 31 dicembre 2018». Il cambio di rotta del Governo, se approvato, reinserirebbe in toto l’obbligo di vaccinazioni e le sanzioni per gli inadempienti.

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Nel Biellese sono in mille non in regola

Non in regola. Nel Biellese sono circa 1000 i bambini e i ragazzi (fascia d’età tra gli 0 e i 16 anni) non ancora in regola su 17mila. È il dato parziale comunicato dall’Asl di Biella, che deriva dagli elenchi che ogni scuola deve trasmettere con i nominativi di chi non è ancora a posto con le vaccinazioni. Un riferimento parziale, perché non tutte le scuole hanno già fornito questi nominativi. La percentuale è del 5,8 % (considerando però che non è detto che il numero aumenti proporzionalmente ai nuovi elenchi che arriveranno all’Asl), un dato che è simile a quello riscontrato nel torinese dove, con i dati di 350 istituti su 700, su 60mila bambini e ragazzi non sono in regola in 3600 (il 6 percento).
Luca Rondi