Trovato un donatore compatibile per il piccolo Gabriele. Ad annunciarlo sulla pagina Facebook creata per aiutare il piccolo, affetto da una malattia rara, è il padre.

Solo venti casi in tutto il mondo

Gabriele ha appena due anni e a causa della malattia rara ha sempre avuto difficoltà motorie. Preso in cura sin da subito dai medici specialisti che lo seguono sin da quando è nato, ha sempre lottato, con la sua famiglia, per il suo futuro. Purtroppo il midollo osseo della sorellina gemella non è compatibile, così come quello dei genitori. Da qui la ricerca di un donatore, caso rarissimo perché di questa malattia, che si chiama Sifd, e che, in termini più ampi, è indicata come anemia sideroblastica con immunodeficienza delle cellule B. Tutto ciò si traduce in ritardi dello sviluppo e in febbri periodiche che non dipendono da virus ma sono autoprovocate se ne contano solamente una ventina in tutto il mondo. E Gabriele è l’unico bimbo in tutta Italia ad esserne affetto.

Il donatore rimane anonimo

Il papà di Gabriele, Cristiano Costanzo, napoletano di origini trapiantato a Milano, dove vive con la moglie, una donna di Biella, non si è mai arreso. E ora che è arrivata finalmente la bella notizia vorrebbe ringraziare il donatore. Che, però, non ha voluto rendere pubblico il suo nome. Ora parte la fase più difficile perché il piccolo Gabriele dovrà sottoporsi a chemioterapia e a una serie di operazioni preparatorie per il trapianto. Ma la speranza cresce. E la voglia del bimbo di vivere e lottare farà la differenza.

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Le campagne di sensibilizzazione

Nel mese di giugno il centro commerciale Gli Orsi aveva risposto all’invito di organizzare una campagna di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo. Chissà se proprio da quell’iniziativa è stato individuato il donatore compatibile… Admo (Associazione donatori midollo osseo) non si ferma comunque qui, con questo importante risultato. La ricerca di un numero sempre maggiore di donatori di midollo osseo continuerà con nuove iniziative. Intanto tutti si stringono a Gabriele e alla sua famiglia. E ai medici del Niguarda di Milano che lo hanno in cura. Da quando è stata accertata la malattia genetica, Gabriele è seguito anche dall’equipe degli Ospedali Civili di Brescia, dove nella prima decade di ottobre dovrebbe essere eseguito il trapianto.

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